Risate

Il potere di una risata. Ci pensate ogni tanto? Io spesso. E in particolare oggi riflettevo su quanto sia insuperabile un uomo che sa far ridere una donna. Non la risata sguaiata e pacchiana, ma quella più sommessa, che magari arriva dopo una giornata no, quelle giornate in cui noi donne abbiamo paturnie che nemmeno un paio di tacchi di Casadei potrebbero far passare. No, va bè, forse un paio di scarpe potrebbe risolvere, ma si sa quello è patrimonio dell’umanità ed esula da ogni valutazione. Comunque l’uomo che sa farti sorridere non ha rivali. Specialmente quello con cui è facile farlo. Quello con cui una battuta tira l’altra, in cui i sottintesi sono tanti, tantissimi e l’intesa perfetta come le migliori coppie di comici sul palco di Zelig. Solo che qui non ci sono spettatori, le battute non sono state provate e il palco è la vostra vita. Che ogni giorno é piena di sole, perché un uomo che sa farvi sorridere è come un cielo sereno e non importa quante nubi si addensano sul vostro capo, lui riuscirà sempre a soffiarle via con la dolcezza delle sue attenzioni. Abbiate cura di chi è in grado di piegare le vostre labbra all’insù e godete della bellezza del tempo trascorso ridendo. Abbiatene cura e stringetelo stretto. Magari facendogli pure il solletico, come quando eravate bambini. E lasciate che il rumore delle vostre risate sia la colonna sonora di ogni attimo insieme. 

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Un pensiero su “Risate

  1. Tri, tri tri
    Fru fru fru,
    uhi uhi uhi,
    ihu ihu, ihu.

    Il poeta si diverte,
    pazzamente,
    smisuratamente.

    Non lo state a insolentire,
    lasciatelo divertire
    poveretto,
    queste piccole corbellerie
    sono il suo diletto.

    Cucù rurù,
    rurù cucù,
    cuccuccurucù!

    Cosa sono queste indecenze?
    Queste strofe bisbetiche?
    Licenze, licenze,
    licenze poetiche,
    Sono la mia passione.

    Farafarafarafa,
    Tarataratarata,
    Paraparaparapa,
    Laralaralarala!

    Sapete cosa sono?
    Sono robe avanzate,
    non sono grullerie,
    sono la… spazzatura
    delle altre poesie,

    Bubububu,
    fufufufu,
    Friù!
    Friù!

    Se d’un qualunque nesso
    son prive,
    perché le scrive
    quel fesso?

    Bilobilobiobilobilo
    blum!
    Filofilofilofilofilo
    flum!

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