Affinità

Alcune persone ti entrano nel cuore e non escono più. Sono anime affini, amici, amanti, colleghi, non importa la relazione che ci lega a loro, né per quanto tempo abbiamo avuto la fortuna di frequentarli. Il loro spirito ha incontrato il nostro e si sono agganciati, come i pezzi di un puzzle che nessun terremoto potrà distruggere. Il più delle volte non ce ne accorgiamo subito, distratti dal rumore di una vita che dà peso alle grandi emozioni e ai sentimenti straripanti e non ascolta il delicato sussurro di due anime, che dialogano anche a distanza. Poi, un giorno, mentre rileggiamo un appunto sull’agenda, sentiamo un profumo e semplicemente incontriamo di nuovo quegli occhi, ecco, in quel momento, ci rendiamo conto del privilegio che la vita ci ha donato. Un’affinità di intenti, una comune sensibilità, un’empatia che sopravvive nonostante tutto. Queste persone vanno custodite con cura, come una pianta preziosa che germoglia solo una volta all’anno, ma dona il più profumato dei fiori. Sono gioia, serenità, conforto. Spesso anche amore. E tutto questo, in un mondo che sembra aver spazio solo per la violenza, non deve essere assolutamente sprecato.

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Body and mental building

Costruire ogni giorno il proprio corpo è un viaggio che ci rende più consapevoli e forti. Il body building non è solo estetica, é anche quello. È miglioramento del tono muscolare, è aumento della resistenza, è prevenzione di disturbi come l’osteoporosi, è costruzione di una struttura addominale forte a protezione della schiena, tanto per dirne qualcuna. Ma soprattutto è crescita interiore e presa di coscienza delle nostre potenzialità. Ogni giorno cerchiamo di migliorarci, di superare il limite, e per farlo dobbiamo ascoltare il nostro corpo e i suoi messaggi. La palestra é metafora della vita, a patto di affrontarla nel modo giusto. Non date troppo peso alle critiche, fatene tesoro ma andate avanti, non fondate il successo sulla approvazione altrui, ponetevi il vostro obiettivo e datevi da fare per raggiungerlo. Che importa se per gli altri siete troppo secchi, troppo grossi, poco femminili? Se il vostro gluteo é eccessivo e le vostre braccia poco definite? È quello che volete? Questo solo conta. Dovete piacere a voi stessi, non agli altri. Body and mental building, ricordate. Ogni giorno. Senza mollare mai.

#bodybuilding

Olio di gomito

Nella vita nulla viene regalato. Nulla di importante, intendo. Te la devi sudare, ogni giorno. Dallo stipendio a fine mese al culo sodo, dalla promozione in ufficio all’appuntamento con quello che ti piace tanto. Se stai fermo, non lamentarti che nulla accada. Devi darti da fare e sperare che tutto il sudore speso porti i risultati attesi. Perché spesso non è così e possiamo solo continuare a lavorare duro. Perché scrivo affermazioni così lapalissiane? Perché mi pare che dilaghi una filosofia malata, del tipo che si ha successo solo grazie le conoscenze, che inutile darsi da fare tanto poi dobbiamo pagare le tasse, che piove sempre sul bagnato, che si stava meglio quando si stava peggio. Filosofia stupida e inutile, propria di chi cerca giustificazione per un immobilismo tanto nocivo quanto insensato. Osate e muovetevi, lavorate, inventate, provateci. Ecchecavolo! Basta lamentarsi e dare la colpa agli altri. Il successo è l’esito di impegno, talento, fortuna. Tranne il terzo elemento, il resto dipende da noi, solo da noi. Non ci sono scuse.

Prova costume

Arrivano i primi caldi e tutti a parlare di prova costume. Tra frasi ironiche e aforismi pescati qua e lá, tra corse in palestra e diete last minute, i social sono invasi da questo tormentone. Che poi, mi chiedo, perché preoccuparsi tanto di come appariremo nel nostro bikini una volta in riva al mare? Credete che gli altri siano lì a guardare se avete la cellulite o le maniglie dell’amore? A parte qualche allupato che si fa venire la cervicale a furia di sbavare dietro a ogni lato B che gli passa davanti, vi assicuro che nessuno guarderà i vostri difetti. Nessuno a parte voi stesse, che sarete lì a trafficare con il pareo per coprire le chiappe, a infilare e sfilare la canotta ogni volta che vi alzate, a preoccuparvi se i capelli sono a posto, se le tette sono tenute su bene dal costume o se cadono a causa della democratica forza di gravitá. Siete solo voi a giudicarvi in modo impietoso e inutile. Avete fatto il possibile tutto l’anno per stare dietro a tutto, famiglia, lavoro, figli, casa, palestra, trucco, parrucco, dieta, e chi più ne ha più ne metta. Ora basta. Indossate il costume che vi è più comodo, mettetevi la crema solare e godetevi il mare, il sole, la spiaggia, la piscina. Non guardate il culo delle altre e nessuno guarderà il vostro. Fregatevene dei difetti e nascondeteli con il più largo dei sorrisi. Mangiatevi un gelato con gusto perché ve lo siete meritato. Sentitevi fighe mentre il mare vi accarezza e il sole vi riscalda. Basta prove! Basta sfide! Siate libere. Punto. Libere di essere voi stesse.

2 giugno

Essere italiani vuol dire essere eredi della civiltà classica, che ha fondato l’Occidente.

Essere italiani vuol dire essere i discendenti di Leonardo, Cristoforo Colombo, San Francesco, Leopardi, Lorenzo il Magnifico, Michelangelo, Puccini, Bramante, e continuate voi che la lista è lunghissima.

Essere italiani vuol dire vivere nel territorio che vanta la più alta concentrazione di luoghi Patrimonio dell’Unesco e non accorgersene.

Essere italiani vuol dire avere inventato il melodramma, che viene riproposto in tutti i teatri del mondo da secoli.

Essere italiani vuol dire aver inventato il telefono, la radio, il motore a scoppio, la pila elettrica, il pianoforte, il microchip e tanto altro.

Essere italiani vuol dire essere la patria della Ferrari, delle Frecce Tricolori, della Lamborghini, della velocità e della bellezza coniugate perfettamente.

Essere italiani vuol dire moda, Valentino, Versace, Dolce e Gabbana, Moschino, Gucci e così via.

Essere italiani vuol dire essere estrosi, flessibili, resilienti, sanguigni, geniali, caciaroni da nord a sud, nel lavoro e nel tempo libero.

Essere italiani vuol dire avere la capacità di reinventarsi ogni volta, di cadere e rialzarsi, di non farsi abbattere, di lottare per il quotidiano.

Essere italiani vuol dire fare i conti con un passato complicato, senza ricordare che ci sono passati molto più complessi del nostro.

Essere italiani vuol dire avere nel calcio un tema universale, che risolve i silenzi imbarazzanti dei primi incontri e infervora tutti gli animi.

Essere italiani vuol dire questo e molto di più.

Impariamo ad essere orgogliosi del nostro tricolore, della nostra lingua, della nostra bellissima Italia. Smettiamo di sentirci inferiori e di farci mettere i piedi in testa. Insegniamo ai nostri figli la fierezza dell’essere italici e appendiamo più tricolori ai nostri balconi.

Buon 2 giugno e…evviva l’Italia.

#2giugno

Cambiare

Se vuoi cambiare, fallo. Siamo tutti bravi a trovare scuse per non farlo. A dare la colpa a questo e a quello. Alle circostanze, al tempo, alla famiglia, all’amore. Scuse perché cambiare non é semplice. Vuol dire imboccare una strada nuova senza sapere se ci porterà all’inferno o in paradiso, mentre il quotidiano che non ci soddisfa rimane un limbo conosciuto che tutto sommato non riserva grandi sorprese. Se vuoi cambiare, chiudi gli occhi e buttati. Assumiti la responsabilità dei tuoi atti e metti in conto il fallimento. Per quello che ne so, meglio provare e fallire, che non provare mai.

A te ❤️

A te che sei stanca e hai esaurito i motivi per andare avanti.

A te che hai accantonato troppi sogni e hai rinunciato a desiderare.

A te che metti davanti le necessità degli altri da così tanto tempo che non ricordi più le tue.

A te che sei un vulcano, silente, eppure in fermento nel profondo.

Ecco a te, dico basta.

Basta rimandare.

Basta accettare.

Basta sentirti frustata.

Riparti. Adesso. Da dove? Da un piccolo desiderio accantonato. Inseguilo e realizzalo.

Gratificati e poi dedicati a un altro sogno.

Non farai mancare nulla agli altri, ma ritroverai te stessa.

É così.

Provaci.

Ti farà sentire viva. Viva e forte, come non mai.

Non hai nulla da perdere, ma solo da guadagnare.

La tua vita.

Prince

Credo che Lady Diana si stia facendo una risata, mentre brinda alla nascita del nipotino, figlio di Megan e Harry. Lo hanno chiamato Archie. Sì, Archie. Non Edward, Richard, Charles. Archie, come il protagonista di un fumetto americano, rosso di capelli come il suo nobile papà, yankee come la sua glamour mamma. E di secondo nome, perché i principi ne hanno sempre almeno due o tre, Harrison. Come Harrison Ford, Indiana Jones, insomma, a presagire un futuro inquieto come quello del papà, che non ha mai negato di preferire i festini alle riunioni a Buckingam Palace. Ma Harrison vuol dire anche Harry-son, figlio di Harry, mica che a qualcuno vengano dubbi di paternità, come quelli su cui i tabloid hanno lucrato, insinuando che il fulvo Harry non sia figlio di Carlo, ma dell’aitante maggiore Hewitt. Immagino solo i commenti di Filippo Mountbatten a sentire il nome “Archie”, non riportabili perché poco noblesse oblige, e della Regina, che neppure uno dei suo adorati cani corgi avrebbe chiamato con un nome tanto popular. E Diana, abbracciata a Wally Simpson, che se la ride, di fronte a una nuora afroamericana, attrice, divorziata, spendacciona, ribelle, attivista, moglie del suo piccolo Harry, che seguiva la bara a testa bassa senza capire cosa fosse successo alla mamma. La Corona, a denti stretti, tutto sommato ringrazia, perché queste due donne borghesi, Kate e Megan, che hanno sposato i principi, sono manna per le casse inglesi e attuano alla perfezione la tendenza moderna del “purché se ne parli”. Benvenuto piccolo Archie Harrison Windsor-Mountbatten. Dio salvi la regina.

Famiglia del Mulino Bianco

Vi ricordate la Famiglia del Mulino Bianco? Quella che sembrava perfetta e sempre sorridente? Così tanto che l’espressione “famiglia del Mulino Bianco” è entrata nel parlare comune ad indicare un ideale che non esiste. Eppure, cosa proponeva di così strano? Persone che andavano d’accordo, in una cucina modesta come tante, che facevano colazione intorno a un tavolo e scambiavano due chiacchiere. In un mondo dove però la famiglia pareva andare a rotoli, quella sembrava davvero un’utopia. Sembrava e sembra. Però. Però oggi nei social imperversa un’altra famiglia. I Ferragnez. Figli di The Truman Show e del mondo digitale. Che a me pare ancora più finta di quella del Mulino Bianco. Per carità, beati loro, ma il mondo dei comuni mortali è lontano migliaia di chilometri. A vedere tutte quelle rose regalate da lui a lei per il compleanno, io, che ne tollero al massimo tre per volta, che poi sfioriscono ed è un peccato, mi sono chiesta dove le metteranno. E perché tante così. Pure sul suo vestito. Per non parlare del fatto che sono già marito e moglie e sono davvero pochi gli uomini che al compleanno, dopo che gliela hai data e gli hai giurato amore eterno, svuotano tutti i negozi di Interflora per riempire la casa dei fiori della passione. L’eccesso fa notizia nel mondo di oggi e loro davvero sono la nuova famiglia del Mulino Bianco. Che la colazione se la fa preparare dalla domestica e poi ne fa una story, taggando i parenti, tracciando il luogo, ricavando percentuale su marca dei biscotti, della tovaglia e pure dell’intimo che si intravede sotto al pigiama.

Naturalmente, grazie

Chi di voi usa photoshop? Siate sinceri, dai. Non ditemi che non vi siete mai allargati, allungati, snelliti, svecchiati. Io non l’ho mai usato perchè non amo ciò che è finto e artificioso. Per cui non mi piacciono i filtri e ritocchi di nessuno tipo, anzi tendo a cercare di rendere sempre più nitide le foto perchè voglio che mi vediate bene. Con le mie rughe, con le rotondità o le mancanze, come sono insomma. Eppure il mondo è pieno di fotoscioppati (italinizziamolo va!), soprattutto modelle, fashion blogger, personaggi famosi vari e il resto del mondo lì, a cercare di essere belli, in forma, senza rughe, senza pancia, senza ciccia, senza senza, ma davvero, non grazie alla gommina magica del programma informatico. Sforzo apprezzabile, se motivato dalla ricerca del benessere, un po’ meno se insegue modelli irraggiungibili, perchè in parte artefatti.

Ve ne rendete conto, vero? Ecco perchè ho salutato con positività la campagna di H&M, una trovata pubblicitaria che almeno riduce l’uso di filtri e ci dà un’immagine più vicina a reale. E magari smetteremo di farci male per un’ideale che non esiste. Questo non ci autorizza a mettere da parte tutti i buoni propositi e a poltrire sul divano, ma restituisce dignità al nostro specchio. Che riflette il più delle volte donne normali, che hanno partorito, che amano la buona tavola, che mangiano come capita perchè devono lavorare, curare i figli, la casa, correre di qui e di là come trottole, e perchè, caspita, cosa c’è di più buono di un bel piatto di pasta e di una pizza, che non hanno i soldi per massaggi, creme, cremine, ritocchi del chirurgo, parrucchiere ogni due giorni, ma ce la mettono tutto per essere presentabili ogni giorno. Ecco. Queste sono le donne che ci piacciono. Vere. Verissime. Bellissime nella loro originalità. Fiere del loro modo di essere e di pensare, perchè questo è ciò che resterà un giorno di loro, la loro essenza profonda. Curate la vostra anima, la vostra mente, e risplenderete di una luce che sarà l’unico filtro di cui avrete davvero bisogno.