Estate 2020

Un’estate che non scorderemo quella del 2020. L’estate delle polemiche sulle norme anti Covid e sulla loro personalissima applicazione. Ancora una volta, l’italiano ha manifestato la sua originalità ed eterogeneità, interpretando leggi poco chiare ad libitum. Abbiamo visto spiagge affollate senza distanziamento e locali che chiedevano cartella clinica e 730 per farti (forse) mangiare all’aperto, bar in cui si brindava senza il minimo distanziamento e mascherine indossate a duemila metri circondati solo da qualche capriolo perplesso. Tutto e il contrario di tutto. Un’estate in attesa dell’autunno, con il fiato sospeso, cosa mai vista, di solito si rifugge come peste la sola idea del ritorno alla quotidianità. In attesa della seconda ondata, per poter dire te l’avevo detto, sia che il virus disgraziatamente riprenda forza sia che limiti i suoi effetti e ci riporti alle solite polemiche politiche, sociali, economiche, lasciando i medici a fare il loro mestiere. Un’estate difficile, in un anno difficile. L’estate in cui ci avevano raccomandato di stare in Italia e far lavorare il nostro turismo, e noi, che ce ne fotte, ad affollare Croazia, Spagna, e poi in coda al drive in a fare il tampone. Fine quarantena, drive in al Mac Donald, ora al Covid point. Così è. Un’estate che non scorderemo e che vogliamo scordare a tutti i costi. Pure la musica. Un disastro. Canzoni così vuote che ho apprezzato l’old style della mia vicina, Mina, Fred Bongusto e il buon Elvis. Che dire, al peggio non c’è mai fine. Ma una fine adesso farebbe piacere, dai.

In viaggio con te

Adoro viaggiare con te.
Lo facciamo da 25 anni.
Il primo viaggio in Andalusia, due ragazzi con la voglia di scoprire il mondo. Da allora non ci siamo più fermati. Viaggi lunghi e articolati, week end alla scoperta di capitali europee, gite in giornate nelle nostre belle città, trekking a piedi, visite in treno, auto, aereo. Abbiamo sempre in tasca una scorta di viaggi con cui nutrire i nostri sogni, anche in tempi come questi, anzi, soprattutto ora, che ci siamo resi conto ancor di più quanto valga la libertà.
Grazie di essere il mio compagno di viaggio. Sopratutto del viaggio più bello.
La vita ❤️

Dagli all’untore

Mi sono sinceramente illusa che la pandemia ci avrebbe insegnato qualche cosa. Nel momento dell’emergenza ho visto solidarietà, altruismo, abnegazione, rispetto delle regole. Ho visto la natura rinascere e percepito la riscoperta dello stare insieme con poco, in famiglia, giocando a carte e cucinando torte di mele. Invece mi ritrovo in questi giorni a scorrere i social (che, ci piaccia o meno, sono lo specchio del pensare comune) e ritrovo solo tanta violenza. Violenza verbale contro chi non usa la mascherina e poi contro chi apre le discoteche, contro chi le chiude e contro chi cerca di dare regole per l’inizio della scuola, contro chi va al mare e chi sta a casa. Tutto e il contrario di tutto, ma violento, arrabbiato. Triste, davvero. La pandemia ha messo in luce alla lunga tanto egoismo, mors tua vita mea, e il solito sparlare senza fondamento tipico delle chiacchiere da bar. Pensiamo a come rimetterci in piedi, perché l’autunno sarà durissimo. E guardarci nel culo a vicenda ci farà solo perdere energie positive. Impariamo a fare fronte comune invece del festeggiare la filosofia del “dagli all’untore”. Qui non ci sono nè untori nè unti. C’è solo una società in affanno che deve mettercela tutta per ripartire. Insieme. Con forza, onestà, collaborazione.

Libri ❤️

Uno dei regali più belli di questo anno bislacco è la pubblicazione del mio libro “Compleanno inglese”. É di sicuro la storia che amo di più tra quelle che ho scritto, in cui c’è tanto di me stessa e dei miei pensieri. Ecco perché mi sorridono anche le orecchie, quando qualcuno che l’ha letto, poi, mi chiede un’altra copia da regalare a un amico. Perché la storia mi è piaciuta molto, mi dicono, e voglio darlo a una persona a cui voglio bene. Immaginate la mia faccia. Immaginate la gioia che mi sale da dentro. Immaginatelo e moltiplicatelo per due. Grazie ❤️ grazie di cuore a tutti voi che da anni mi fate sentire utile e date un senso alle mie parole sparse ❤️
Le Mille E Una Pagina Editore
Per ordinarlo info@lemilleeunapagina.com

Tra i monti

Amo la montagna, sia d’estate che d’inverno. Mentre cammino, penso, progetto, sogno. Mentre scio, mi sento libera come in nessun altra situazione, canto, prego. Nel silenzio di un cielo così blu è facile dare spazio alla parte più spirituale e sentirsi in armonia con il creato. E per una come me, sempre in conflitto e alla ricerca di qualcosa in più, vi assicuro che è la pace. Totale ❤️

Catalessi

Che stai invecchiando lo capisci anche dal fatto che non riesci più a vedere finire un film perché crolli addormentata a tre quarti. Niente da fare. Ieri sera, solito copione. Cena, sparecchio, rassetto, e poi, finalmente, divano. Ore 21, niente male. Netflix o Amazon Prime. Film carino, su una libreria nell’Inghilterra degli anni 50. Improvvisamente, inizio a perdere una scena. Mi metto seduta meglio, sgranocchio qualche cosa per riprendermi. Niente. Il carboidrato fa effetto opposto e io crollo. Come la sera prima e quella prima ancora. Salvo svegliarmi ai titoli di coda. E trascinarmi nel letto alla tarda ora delle 22.45. Colli, la donna che eri….che nervoso! Già da anni ho rinunciato a leggere dopo cena, perché tre pagine e crollo. Siano pure le nove, io crollo. Durante il giorno leggo ore e niente, dopocena libro invece vuol dire per me nanna. Ora anche la tv. Alla frutta, ahimè, sono proprio alla frutta. Sto pensando di vederli al mattino sti film, quando alle sei sono un grillo parlante pronta a conquistare il mondo. Ma, che amarezza, amici miei…qualcuno come me? Rimedi?

Buongiorno amore

Buongiorno amore mio. Dormito bene? Io ho fatto un po’ fatica a prendere sonno. Mi sono persa a guardare fuori dalla finestra. Sdraiata nel letto, la porta finestra spalancata, l’aria che annunciava il temporale, le zanzariere, immancabili nella nostra terra. Fuori, la notte. Il condominio di fronte con una, due, tre finestre ancora accese. Di solito sono tutte, ma in estate qualcuno è andato via e il condominio si illumina così a macchie. Sai, amore, io mi perdo a ricercare le vite di chi abita dietro quelle finestre. Qualcuno guardava la tv, qualcuno faceva l’amore, qualcuno leggeva, qualcuno ancora magari se ne stava lì, come me, a guardare nel buio. E poi, nella piazza, il mormorio della signora a spasso con il cane e gli schiamazzi di qualche ragazzino in bicicletta. Ho fatto tardi guardando fuori dalla finestra. E poi ho sognato paesaggi lontani, quelli senza fine, che ci piacciono tanto. Vado a preparare la colazione. Adoro fare colazione con te, anche se non parli e hai le reazioni di un bradipo, mentre io ti inondo con le mie chiacchiere. Buona giornata amore. Ci vediamo questa sera. Che la quotidianità di molto di noi è fatta di colazioni e cene e del racconto della vita che sta in mezzo. Vivete e amate. Il resto, a ben guardare, è un dettaglio ❤️

Balliamo sul mondo

Fa caldo oggi, un caldo afoso che ti appiccica sulla pelle, le goccioline di sudore che colano sotto la maglietta e i capelli che si fanno pesanti sulle spalle. Fa caldo con sta mascherina sul viso, a ricordarmi che è un’estate strana, come se ce ne fosse bisogno, dato il martellamento mediatico sul Covid, che sminuisce qualunque altra notizia. E tutto resta sospeso in attesa dell’autunno. Che succederà? Mah, vedremo. Nel frattempo fai progetti dominati da un “se” che toglie un po’ la voglia di osare. Ti svegli una mattina e decidi che ti sei stancata di questa apatia latente: ti metti al lavoro con entusiasmo, pronta a spaccare il mondo e a fare fruttare queste ore, nel miglior stile imbruttito. Il giorno dopo, invece, tutto il contrario: ma che mi sbatto a fare che poi magari ribloccano tutto e lavoro per niente? E così da mesi. Che per una abituata a progettare con anticipo, per cui il vivi alla giornata è un mantra irraggiungibile, ecco per una come me è davvero dura. Avanti con il paraocchi, anzi con la mascherina, e appello a tutto l’ottimismo di cui sono dotata. Volume della radio a palla, musica a coprire i pensieri, che di silenzio ce n’è stato troppo nei mesi passati. E balliamo sul mondo perchè “Non ti offro grandi cose però quelle lì le avrai
niente case né futuro, né certezze, forse guai
ma se dall’Atlantide all’Everest non c’è posto per noi
guido io in questo tango, ci facciamo posto, dai”
❤️

Stelle

Notte di San Lorenzo, notte di desideri. Quanti ne abbiamo quest’anno? Tanti, tantissimi. Primo fra tutti che sto Coronavirus sia sazio di vittime e ci permetta di ricominciare ad abbracciarci e a baciarci, perchè senza contatto fisico ci sentiamo esseri viventi a metà. E poi, e poi….
Che si possa tornare a fare progetti per il futuro, un futuro semplice, mica da Paperon de’ Paperoni, ma per lo meno dignitoso, in cui la notte si possa amare e sognare, non stare svegli per l’ansia e le preoccupazioni.
Che si impari una volta per tutti a gioire per i successi altrui come per i propri, a condividere la bellezza senza invidia, ad amare senza doppi fini, a relegare l’ipocrisia nel più buio degli angoli.
Che l’amicizia non sia un like sotto una fotografia ma un sentimento che si nutre di attimi irripetibili e inafferrabili con l’obiettivo fotografico.
E poi e poi….
Ognuno ha i propri desideri inconfessati, chiusi in un cassetto della memoria, alcuni banali, altri cosi azzardati da vergognarsene. Vi auguro che tutti si possano avverare in questa notte magica, in cui rincorreremo con lo sguardo un cielo stellato e ci renderemo conto di quanto siamo piccoli in confronto ad un universo che non si cura di noi, ma si lascia ammirare.
Siate sereni, almeno per questa notte. Non leggete le notizie, non ascoltate il telegiornale, abbracciate chi amate e brindate al presente.
Una stella è lì, per ognuno di noi. Cercate la vostra e brillate insieme a lei.

Amicizia

L’amicizia è causa di felicità. Non è un cartiglio dei Baci Perugina, ma la prima frase che ho tradotto dal greco al liceo e che avevo scritto con l’Uniposca sul mio Invicta. Amicizia e felicità. Due punti fermi nella mia ricerca esistenziale. Fin da ragazzina ho dato un’importanza quasi sacra alle mie amiche, sia perché sono figlia unica e avevo bisogno di qualcuno con cui confidarmi, sia perché, insicura e mai soddisfatta, cercavo negli amici il conforto alle mie azioni. Le ricordo tutte le mie amiche speciali, specialmente quelle della prima adolescenza, dodici, tredici, quattordici anni, quante chiacchiere, quante confidenze! E poi quelle del mare, che vedevo tre mesi all’anno, ma erano tre mesi così intensi da cementare legami unici. Poi la vita separa, le scelte, il destino, gli amori. Ogni tanto sui social mi appare la foto delle mie amiche di un tempo. Continuano a vedersi, a frequentarsi, sempre loro, sempre belle. Io mi ritrovo come una bambina davanti a un negozio di bambole: guardo e vorrei essere lì con loro, vorrei anche io avere le amiche di una vita, con cui fare un ape al venerdì o con cui parlare dei miei figli. Ma, a ben guardare, non sono mai stata una di loro. Mi sono sempre sentita diversa, e non chiedetemi perché. No, non migliore. Almeno! Me la sarei tirata e bon. Sempre un passo indietro, mai alla loro altezza. Che sciocca vero? Ma quando sei giovane non agisci in modo razionale, valuti in base a tuoi parametri e alla fine ti autoescludi. La vita va avanti, dicevamo, e mi ha regalato amicizie nuove, fantastiche, e alcuni ritorni dal passato. Così, ad una di queste, ho chiesto come fossi ai tempi del liceo. Lei mi ha risposto “diversa”. Diversa da ora, intendeva. Ma ha ragione, ero diversa e troppo brava a scuola, troppo perfetta per essere un’amica, più chiusa, più insicura. Oggi che sono una quarantenne un po’ fuori di melone certo è tutto più facile, ora che ho imparato a fregarmene dei giudizi, a guardarmi allo specchio e a piacermi, ad essere come sono e va bene così. Ora è tutto più facile, si. Ma resta quel “l’amicizia è causa di felicità”, come un mantra senza tempo. E la scoperta che forse non sono così male, se un’amica di quelle del mare, che conosco da 40 anni, qualche giorno fa mi ha detto che sono una delle poche persone di cui si fida totalmente, a cui metterebbe in mano la sua vita. Una persona che oggi vedo una settimana all’anno, se va bene, e che però è riuscita a farmi piangere con la sua confidenza. A me? Davvero ce l’ha con me? Davvero sono così amica per lei? Non avete idea la gioia. Stringete forte gli amici, coccolateli, vezzeggiateli, date date date senza stancarvi mai. Sono un patrimonio unico e non importa se ogni tanto arriva qualche fregatura. Siate voi stessi senza remore, perché un amico vi amerà per come siete, non per come volete apparire. Non chiudete porte, perché potrebbero tornare dal passato e darvi felicità inaspettata. Amate e non chiedete nulla in cambio. Questa, ve lo garantisco, è felicità.

η φιλία ευδαιμονίας αιτία έστι
(Ecco la famosa frase in greco 😉 )