Ipocondriaci estivi

È un dato di fatto, più invecchi più parli di malanni. Una volta, tra amiche, ci si consigliava sul gloss da mettere, sulla marca dei jeans, sulle ultime tendenze. Ora siamo tutte un po’ come Carlo Verdone e i suoi personaggi ipocondriaci. Sedute sulla sdraio, mentre la risacca culla le nostre anime e i figli ormai grandi non rompono più con i loro castelli e le formine, invece di parlare di aperitivi o degli esemplari maschili in spiaggia (perché i discorsi seri vanno anche loro in vacanza, almeno per me), ci siamo ritrovate a confrontarci su buscopan, spasmomen e moment. E poi sul mal di schiena, le prime caldane e la cistite. Si, noi. Le stesse che poi postiamo foto infighettate in palestra come se fossimo vent’enni. Noi, che dietro liceo, davanti museo. Noi, che dopo la chiacchierata su malanni vari, stiamo peggio perché scopriamo organi che neanche pensavamo di avere e che alla sera trituriamo gli ammennicoli al nostro povero partner che deve sempre sorbirsi le nostre paure. In silenzio. Che se azzarda un “ma, tesoro, ma no, stai bene, dai” scatta la frase di rito “ecco, sminuisci sempre, a te interessa solo che non ti dia problemi”. Che poi un po’ è vero perché l’amore, ricordate, è prima di tutto non rompere i coglioni. Rilassiamoci, amiche mie, mettiamo da parte il prontuario farmaceutico e, almeno in estate, godiamocela. Invece dell’oki, facciamoci uno spritz: il mal di testa resterà, ma saremo almeno un po’ più leggere. Ve lo garantisco.

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