Rifugi

Fin da ragazza, mi sono rifugiata nei libri e nelle letteratura, perchè solo tra le pagine dei grandi autori ritrovavo la forza dei sentimenti che avevo dentro di me, lo sprone per grandi imprese, le riflessioni su un mondo complesso eppure sempre affascinante. Ho bevuto letteralmente pagine e pagine, adorato autori come Leopardi, specchio della mia sensibilità troppo spiccata, troppo delicata per una società che passa sopra alle persone come me come un rullo su una strada da asfaltare. Mi sono sentita spesso senza pelle, senza armatura, senza difese. E’ un mio limite. Basta poco a farmi male, una parola, uno sguardo, un giudizio. Convinta da sempre di essere io in difetto, da una vita lotto contro questo atteggiamento, che mi rende terribilmente vulnerabile. Ho fatto passi in avanti, ma ci sono giorni come oggi, in cui la cattiveria delle persone penetra così a fondo che ho voglia solo di ficcare la testa tra i libri, di lasciare tutto fuori, e al diavolo chi non ha la sensibilità per capire, ma usa come metro di giudizio solo soldi e esteriorità. Ed esprime giudizi falsi, convinto che tanto scivoleranno addosso, come accade a tutte le persone che se ne fregano degli altri. A me non scivola addosso. No, Sono porosa come argilla e tutto si deposita lì, in fondo al mio animo, e mi rende triste. Poi però apro un libro o faccio movimento e lo schifo scivola via. Perchè in fondo la mia sensibilità è un tesoro a cui non rinuncerei per nulla al mondo.

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