La carica dei 101

La famiglia italiana che parte per le vacanze non fa i bagagli, trasloca. Per quanto ci si impegni a ridurre tutto all’indispensabile, una volta caricati tutte le valigie, borse, borsine, zainetti, ci si rende conto che il concetto di indispensabile è davvero relativo. Chi parte in aereo ha limiti imposti dalle compagnie, a meno che non voglia pagare la tredicesima per kg di vestiti che non usciranno nemmeno dalla valigia. Litiga per giorni con la bilancia, su la valigia, giù la valigia, in un gioco di riduzione del superfluo che fa sentire tutti un po’ epicurei. Chi parte in treno cerca di viaggiare leggero o perlomeno compattato in valigie, per ovvie ragioni di buon vicinato con gli altri viaggiatori. Tra chi invece parte in auto, distinguiamo diverse categorie. Fermo restando la propensione al trasloco, la gestione del bagaglio segue modalità diverse. Ci sono gli ordinati, tutto riposto in valigie e borsoni, perfino dello stesso colore, il bagagliaio organizzato come un puzzle senza errori, perfetto, bello da vedere e che non crolla nel momento di apertura del portellone posteriore. Abbiamo poi i pratici, borse come capitano, plastica, tela, piccole, grandi, impilate in qualche modo, l’importante è che il portellone si chiuda e ci penseremo all’arrivo. Ecco dunque gli smemorati, che aggiungono cose fino all’ultimo momento, prevalentemente in borse piccole per occupare poco spazio, peccato che siano cinquanta e che all’apertura del bagagliaio cadranno una di qui, una di lá, rovesciando il contenuto in mezzo alla strada e poco importa se era la sorpresa della befana per i figli. La befana quando arriva arriva. In questo trasloco ci sono anche cani, gatti, uccelli, conigli, stipati in un angolino che fa rimpiangere loro l’arca di Noè. E quando tutto é pronto, si parte. Che la vacanza inizia dal viaggio ed è in fondo bello portarsi dietro la casa come tante chioccioline. E pazienza se le strade sono dei colabrodo, se i cantieri allungano a dismisura i tempi del viaggio, se dobbiamo sperare che la carreggiata non ceda all’improvviso, se c’è sempre quello che sbaglia casello e si infila nel Telepass non avendolo, se le partenze intelligenti ci fanno tutti sentire un po’ stupidi, visto che dopo mille calcoli ci troviamo sempre imbottigliati nel traffico. Pazienza. Siamo pur sempre in viaggio e questo, davvero, è quello che conta ❤️

Ciao 2019

Pochi giorni e calerà il sipario su questo 2019. Che per me non è stato certo brillante. Anzi. É stato un anno di delusioni personali, quelle che feriscono il cuore e le cui cicatrici restano per tutta la vita. Un anno di perdite, alcune improvvise, altre forse prevedibili, ma non per questo meno dolorose. Una su tutte ha lasciato un vuoto immenso, che il tempo nasconderà ma non potrà colmare. Un anno di continue prove, sempre in salita, che mi ha fatto sentire come Sísifo, a spingere massi su per la montagna senza requie. Un anno di preoccupazioni, infortuni, visite mediche, insomma quei tanti acciacchi che per fortuna si risolvono ma che, sommati a tutto il resto, fanno invecchiare di dieci anni in uno. Un anno di domande, dubbi, solitudine. Eppure in questa pagina mi avete visto sempre sorridente. Qualcuno ha commentato “beata te che ridi sempre”. Certo. Questa è una vetrina in fondo. E in vetrina si mette la merce migliore, quella da mostrare e condividere. E scusate, ma io il dolore non voglio condividerlo. Neppure la rabbia, la delusione, la frustrazione a tratti. Questi sentimenti vanno condivisi al massimo con quell’amica speciale che sa leggere nel tuo cuore anche se non parli. A voi, amici virtuali, ho voluto regalare solo il meglio del mio 2019, i viaggi, i vestiti, la palestra, i sorrisi, la tv. Anche questi spesso conditi da imprevisti, ma poco importa. Grazie per avermi fatto compagnia. Ora prepariamoci al Brindisi del nuovo decennio. Non chiedo nulla, non mi aspetto nulla. Io, che condivo le notti di mille sogni a occhi aperti. Mi sono svegliata e preferisco sorridere a ciò che arriva, serenamente, e lottare per rialzarmi ogni volta. Senza mollare mai. ❤️

Natale 2019

Arrivano le feste e ci sentiamo in obbligo di sorridere, brindare, essere felici. Anche se nel cuore abbiamo il buio di una malattia, di un dolore. Questa finzione non fa che amplificare la sensazione di malessere, mentre tutti ci dicono di non pensarci. Non pensarci. Fosse facile. Ecco, io invece vi dico di non sentirvi obbligati ad essere felici. Sorridenti. A fare brindisi e auguri. Niente di tutto questo. Fate ciò che vi piace e che vi rasserena. Non pensate a cosa penseranno gli altri ma curatevi del vostro benessere. Se siete tristi, non sorridete per forza ma lasciate che il vostro cuore trovi una via per sopportare il dolore. La vostra via. Può essere una passeggiata, una lettura, una giornata tutta per sè. Il mondo ci detta il suo stile, noi rispondiamo imponendo il nostro. Per questo Natale vi auguro ciò che amate. Con tutto il ❤️

A dieta

Le donne oggi sono tutte a dieta.

Le inviti a cena e, questo no, quello no, mi raccomando poco condimento. Vino? No grazie, sono calorie vuote. Il dolce? Ma sei fuori?!? Pane? No, sono intollerante al lievito. Formaggio? Sono intollerante al lattosio. Due spaghi aglio e olio? Sono intollerante al glutine e poi l’aglio puzza. Ciccia Toscana? Che orrore, sono vegana. Pizza e birra? No, questa settimana non sgarro che poi ci sono le feste….e così via. Alla fine lui, cinquantenne interessante, in forma, professionista affermato getta la spugna e opta per una vita da single e serate con amici molto meno problematici. Anche perché, ste donne alla ricerca della forma perfetta, senza sgarri, senza nei, senza senza, alla fine sono pure isteriche e stressate. E vorrei ben vedere! Ragazze diamoci una regolata, che in giro di esseri maschili che meritino ce ne sono, a cui non frega un tubo della taglia 40 e di una noiosa perfezione. Meglio qualche morbida curva e il sorriso gaudente di una donna che si ama, davanti a un piatto di pasta fumante e a un buon calice di vino. Senza dubbio.

Letto vuoto

Mi manchi questa sera. Come tutte le sere in cui il lavoro ti porta lontano da me.

Mi mancano le nostre chiacchiere, sul divano, davanti alla tv.

Mi manca accoccolarmi vicino a te prima di dormire.

Mi manca il tuo profumo, la tua presenza.

Dovrei essere contenta di una serata con un uomo in meno tra i piedi, i figli sdraiati nei loro letti ad ascoltare musica e io libera di gestire il telecomando, senza te che fai zapping ogni secondo.

Eppure non lo sono affatto.

Non guardo la tv quando non ci sei.

Vado a letto presto con un buon libro, sperando che i personaggi mi tengano compagnia e con i loro discorsi riempiano il vuoto di questa stanza.

Mi manchi. Dopo una vita insieme e tante tue trasferte, non mi sono ancora abituata alla tua assenza. Perché viverti é, insieme ai nostri figli, il dono più grande che la vita mi ha fatto. E non voglio perdermi neanche un attimo. Neanche un bacio. Neanche un abbraccio.

Buona notte amore mio ❤️