Violenza

Seduta a tavola. Pranzo della domenica. Telegiornale di sottofondo. Ennesima notizia di un uxoricidio. Di nuovo una donna uccisa da un uomo da cui fuggiva perché non ne sopportava più la violenza. Chissà quanto le sarà costato andarsene di casa, con le loro tre bambine, piccole e incapaci di comprendere. Chiedere ospitalità alla sorella. Provare a mettere distanza per capire cosa stava succedendo al suo matrimonio. E trovare la morte per mano di chi amava, del padre delle sue figlie, di chi aveva abbracciato facendo progetti futuri. Di nuovo. E i soliti commenti. L’avrà tradito, avrà fatto la zoccola, con quella faccia lì. Li sentite anche voi, vero? E cosa c’entra questo? Se anche fosse? Motivo per uccidere? Quanta tristezza, quanta rabbia. La violenza come risposta al rifiuto. Quando cambierà tutto questo? Quando?

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