Olio di gomito

Nella vita nulla viene regalato. Nulla di importante, intendo. Te la devi sudare, ogni giorno. Dallo stipendio a fine mese al culo sodo, dalla promozione in ufficio all’appuntamento con quello che ti piace tanto. Se stai fermo, non lamentarti che nulla accada. Devi darti da fare e sperare che tutto il sudore speso porti i risultati attesi. Perché spesso non è così e possiamo solo continuare a lavorare duro. Perché scrivo affermazioni così lapalissiane? Perché mi pare che dilaghi una filosofia malata, del tipo che si ha successo solo grazie le conoscenze, che inutile darsi da fare tanto poi dobbiamo pagare le tasse, che piove sempre sul bagnato, che si stava meglio quando si stava peggio. Filosofia stupida e inutile, propria di chi cerca giustificazione per un immobilismo tanto nocivo quanto insensato. Osate e muovetevi, lavorate, inventate, provateci. Ecchecavolo! Basta lamentarsi e dare la colpa agli altri. Il successo è l’esito di impegno, talento, fortuna. Tranne il terzo elemento, il resto dipende da noi, solo da noi. Non ci sono scuse.

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Prova costume

Arrivano i primi caldi e tutti a parlare di prova costume. Tra frasi ironiche e aforismi pescati qua e lá, tra corse in palestra e diete last minute, i social sono invasi da questo tormentone. Che poi, mi chiedo, perché preoccuparsi tanto di come appariremo nel nostro bikini una volta in riva al mare? Credete che gli altri siano lì a guardare se avete la cellulite o le maniglie dell’amore? A parte qualche allupato che si fa venire la cervicale a furia di sbavare dietro a ogni lato B che gli passa davanti, vi assicuro che nessuno guarderà i vostri difetti. Nessuno a parte voi stesse, che sarete lì a trafficare con il pareo per coprire le chiappe, a infilare e sfilare la canotta ogni volta che vi alzate, a preoccuparvi se i capelli sono a posto, se le tette sono tenute su bene dal costume o se cadono a causa della democratica forza di gravitá. Siete solo voi a giudicarvi in modo impietoso e inutile. Avete fatto il possibile tutto l’anno per stare dietro a tutto, famiglia, lavoro, figli, casa, palestra, trucco, parrucco, dieta, e chi più ne ha più ne metta. Ora basta. Indossate il costume che vi è più comodo, mettetevi la crema solare e godetevi il mare, il sole, la spiaggia, la piscina. Non guardate il culo delle altre e nessuno guarderà il vostro. Fregatevene dei difetti e nascondeteli con il più largo dei sorrisi. Mangiatevi un gelato con gusto perché ve lo siete meritato. Sentitevi fighe mentre il mare vi accarezza e il sole vi riscalda. Basta prove! Basta sfide! Siate libere. Punto. Libere di essere voi stesse.

2 giugno

Essere italiani vuol dire essere eredi della civiltà classica, che ha fondato l’Occidente.

Essere italiani vuol dire essere i discendenti di Leonardo, Cristoforo Colombo, San Francesco, Leopardi, Lorenzo il Magnifico, Michelangelo, Puccini, Bramante, e continuate voi che la lista è lunghissima.

Essere italiani vuol dire vivere nel territorio che vanta la più alta concentrazione di luoghi Patrimonio dell’Unesco e non accorgersene.

Essere italiani vuol dire avere inventato il melodramma, che viene riproposto in tutti i teatri del mondo da secoli.

Essere italiani vuol dire aver inventato il telefono, la radio, il motore a scoppio, la pila elettrica, il pianoforte, il microchip e tanto altro.

Essere italiani vuol dire essere la patria della Ferrari, delle Frecce Tricolori, della Lamborghini, della velocità e della bellezza coniugate perfettamente.

Essere italiani vuol dire moda, Valentino, Versace, Dolce e Gabbana, Moschino, Gucci e così via.

Essere italiani vuol dire essere estrosi, flessibili, resilienti, sanguigni, geniali, caciaroni da nord a sud, nel lavoro e nel tempo libero.

Essere italiani vuol dire avere la capacità di reinventarsi ogni volta, di cadere e rialzarsi, di non farsi abbattere, di lottare per il quotidiano.

Essere italiani vuol dire fare i conti con un passato complicato, senza ricordare che ci sono passati molto più complessi del nostro.

Essere italiani vuol dire avere nel calcio un tema universale, che risolve i silenzi imbarazzanti dei primi incontri e infervora tutti gli animi.

Essere italiani vuol dire questo e molto di più.

Impariamo ad essere orgogliosi del nostro tricolore, della nostra lingua, della nostra bellissima Italia. Smettiamo di sentirci inferiori e di farci mettere i piedi in testa. Insegniamo ai nostri figli la fierezza dell’essere italici e appendiamo più tricolori ai nostri balconi.

Buon 2 giugno e…evviva l’Italia.

#2giugno