Amore immenso

Quando ero piccola, le mie amiche giocavano a fare la mamma con i bambolotti, io mi annoiavo terribilmente e preferivo andare in cortile con la palla o la bici. I bambini piccoli mi davano fastidio e non ho mai avuto vocazione da baby sitter. Non capivo quelli che parlavano ai piccoli facendo mille versi, che facevano “bau…cette” e filastrocche varie. Ecco, ero una che non si vedeva con passeggino o carrozzina. Poi sono arrivati loro. Uno dopo l’altro. E ho imparato una lezione fondamentale della vita. Mai dire mai. Mai affermare “io? No, non fa per me”. Perché un figlio ti cambia nel momento stesso in cui due righe rosse ti guardano da un test di gravidanza e tu sei lí, seduta sul water, e neanche immagini come cambierà la tua vita. Il tuo modo di percepire il mondo. La tua lista delle priorità. La tua capacità di fare dieci cose in una volta. Ho cantato canzoncine ridicole, ho fatto volare mille cucchiaini come aeroplani per farli mangiare, ho passato infinite notti insonni, ho pulito cacca come fosse la più naturale delle azioni, li ho baciati miliardi di volte, e i piedini santi, le manine, il pancino. E lo faccio ancora oggi che sono due adolescenti pelosi con la voce da tenore, che mi guardano schifati al mio tentativo di fargli un buffetto sulla guancia. Essere madre mi ha fatto riconciliare con il mio corpo, la mia mente, il mio futuro. E mi insegna ogni giorno ad essere resiliente, ad accettare gli imprevisti, a mettere tutto in discussione. Con il sorriso. Perché sì, per me nulla è più appagante di sentirmi chiamare mamma.

#figli #amoreimmenso

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Affinità

Alcune persone ti entrano nel cuore e non escono più. Sono anime affini, amici, amanti, colleghi, non importa la relazione che ci lega a loro, né per quanto tempo abbiamo avuto la fortuna di frequentarli. Il loro spirito ha incontrato il nostro e si sono agganciati, come i pezzi di un puzzle che nessun terremoto potrà distruggere. Il più delle volte non ce ne accorgiamo subito, distratti dal rumore di una vita che dà peso alle grandi emozioni e ai sentimenti straripanti e non ascolta il delicato sussurro di due anime, che dialogano anche a distanza. Poi, un giorno, mentre rileggiamo un appunto sull’agenda, sentiamo un profumo e semplicemente incontriamo di nuovo quegli occhi, ecco, in quel momento, ci rendiamo conto del privilegio che la vita ci ha donato. Un’affinità di intenti, una comune sensibilità, un’empatia che sopravvive nonostante tutto. Queste persone vanno custodite con cura, come una pianta preziosa che germoglia solo una volta all’anno, ma dona il più profumato dei fiori. Sono gioia, serenità, conforto. Spesso anche amore. E tutto questo, in un mondo che sembra aver spazio solo per la violenza, non deve essere assolutamente sprecato.

Body and mental building

Costruire ogni giorno il proprio corpo è un viaggio che ci rende più consapevoli e forti. Il body building non è solo estetica, é anche quello. È miglioramento del tono muscolare, è aumento della resistenza, è prevenzione di disturbi come l’osteoporosi, è costruzione di una struttura addominale forte a protezione della schiena, tanto per dirne qualcuna. Ma soprattutto è crescita interiore e presa di coscienza delle nostre potenzialità. Ogni giorno cerchiamo di migliorarci, di superare il limite, e per farlo dobbiamo ascoltare il nostro corpo e i suoi messaggi. La palestra é metafora della vita, a patto di affrontarla nel modo giusto. Non date troppo peso alle critiche, fatene tesoro ma andate avanti, non fondate il successo sulla approvazione altrui, ponetevi il vostro obiettivo e datevi da fare per raggiungerlo. Che importa se per gli altri siete troppo secchi, troppo grossi, poco femminili? Se il vostro gluteo é eccessivo e le vostre braccia poco definite? È quello che volete? Questo solo conta. Dovete piacere a voi stessi, non agli altri. Body and mental building, ricordate. Ogni giorno. Senza mollare mai.

#bodybuilding

Olio di gomito

Nella vita nulla viene regalato. Nulla di importante, intendo. Te la devi sudare, ogni giorno. Dallo stipendio a fine mese al culo sodo, dalla promozione in ufficio all’appuntamento con quello che ti piace tanto. Se stai fermo, non lamentarti che nulla accada. Devi darti da fare e sperare che tutto il sudore speso porti i risultati attesi. Perché spesso non è così e possiamo solo continuare a lavorare duro. Perché scrivo affermazioni così lapalissiane? Perché mi pare che dilaghi una filosofia malata, del tipo che si ha successo solo grazie le conoscenze, che inutile darsi da fare tanto poi dobbiamo pagare le tasse, che piove sempre sul bagnato, che si stava meglio quando si stava peggio. Filosofia stupida e inutile, propria di chi cerca giustificazione per un immobilismo tanto nocivo quanto insensato. Osate e muovetevi, lavorate, inventate, provateci. Ecchecavolo! Basta lamentarsi e dare la colpa agli altri. Il successo è l’esito di impegno, talento, fortuna. Tranne il terzo elemento, il resto dipende da noi, solo da noi. Non ci sono scuse.

Prova costume

Arrivano i primi caldi e tutti a parlare di prova costume. Tra frasi ironiche e aforismi pescati qua e lá, tra corse in palestra e diete last minute, i social sono invasi da questo tormentone. Che poi, mi chiedo, perché preoccuparsi tanto di come appariremo nel nostro bikini una volta in riva al mare? Credete che gli altri siano lì a guardare se avete la cellulite o le maniglie dell’amore? A parte qualche allupato che si fa venire la cervicale a furia di sbavare dietro a ogni lato B che gli passa davanti, vi assicuro che nessuno guarderà i vostri difetti. Nessuno a parte voi stesse, che sarete lì a trafficare con il pareo per coprire le chiappe, a infilare e sfilare la canotta ogni volta che vi alzate, a preoccuparvi se i capelli sono a posto, se le tette sono tenute su bene dal costume o se cadono a causa della democratica forza di gravitá. Siete solo voi a giudicarvi in modo impietoso e inutile. Avete fatto il possibile tutto l’anno per stare dietro a tutto, famiglia, lavoro, figli, casa, palestra, trucco, parrucco, dieta, e chi più ne ha più ne metta. Ora basta. Indossate il costume che vi è più comodo, mettetevi la crema solare e godetevi il mare, il sole, la spiaggia, la piscina. Non guardate il culo delle altre e nessuno guarderà il vostro. Fregatevene dei difetti e nascondeteli con il più largo dei sorrisi. Mangiatevi un gelato con gusto perché ve lo siete meritato. Sentitevi fighe mentre il mare vi accarezza e il sole vi riscalda. Basta prove! Basta sfide! Siate libere. Punto. Libere di essere voi stesse.

2 giugno

Essere italiani vuol dire essere eredi della civiltà classica, che ha fondato l’Occidente.

Essere italiani vuol dire essere i discendenti di Leonardo, Cristoforo Colombo, San Francesco, Leopardi, Lorenzo il Magnifico, Michelangelo, Puccini, Bramante, e continuate voi che la lista è lunghissima.

Essere italiani vuol dire vivere nel territorio che vanta la più alta concentrazione di luoghi Patrimonio dell’Unesco e non accorgersene.

Essere italiani vuol dire avere inventato il melodramma, che viene riproposto in tutti i teatri del mondo da secoli.

Essere italiani vuol dire aver inventato il telefono, la radio, il motore a scoppio, la pila elettrica, il pianoforte, il microchip e tanto altro.

Essere italiani vuol dire essere la patria della Ferrari, delle Frecce Tricolori, della Lamborghini, della velocità e della bellezza coniugate perfettamente.

Essere italiani vuol dire moda, Valentino, Versace, Dolce e Gabbana, Moschino, Gucci e così via.

Essere italiani vuol dire essere estrosi, flessibili, resilienti, sanguigni, geniali, caciaroni da nord a sud, nel lavoro e nel tempo libero.

Essere italiani vuol dire avere la capacità di reinventarsi ogni volta, di cadere e rialzarsi, di non farsi abbattere, di lottare per il quotidiano.

Essere italiani vuol dire fare i conti con un passato complicato, senza ricordare che ci sono passati molto più complessi del nostro.

Essere italiani vuol dire avere nel calcio un tema universale, che risolve i silenzi imbarazzanti dei primi incontri e infervora tutti gli animi.

Essere italiani vuol dire questo e molto di più.

Impariamo ad essere orgogliosi del nostro tricolore, della nostra lingua, della nostra bellissima Italia. Smettiamo di sentirci inferiori e di farci mettere i piedi in testa. Insegniamo ai nostri figli la fierezza dell’essere italici e appendiamo più tricolori ai nostri balconi.

Buon 2 giugno e…evviva l’Italia.

#2giugno