Amici

Ho sempre pensato che l’amicizia sia più rara e speciale dell’amore, più difficile da trovare, da coltivare, da nutrire nel tempo. Fin da piccola ho sognato di avere l’amica del cuore, quella a cui confidare tutto, ma proprio tutto, con cui ridere, piangere, affrontare il bello e il brutto della vita. Sarà perchè sono figlia unica e vivo male la solitudine, questo bisogno è sempre stato fortissimo. Eppure sul mio cammino ho raramente incontrato l’amicizia, soprattutto femminile. Conosco tante donne splendide, eccezionali, che stimo e che ammiro. A volte ci si vede, due chiacchiere, una serata, ma in fondo poi tutto finisce lì. Credo sia un mio limite. Di non saperle coltivare queste amicizie oppure di pretendere troppo dai legami o ancora di avere una visione sbagliata del concetto stesso di amicizia. Ho legami fortissimi con persone che conosco da sempre, ma non ci si sente mai, non ci si vede mai, insomma sono più parenti che amici. E così mi trovo spesso a scrivere, sola, nel mio studio, quello che vorrei confidare ad un’amica davanti a un caffè. Succede da quando sono una ragazzina ma non riesco ancora a rassegnarmi. “Cosa c’è di più dolce che avere qualcuno con cui parlare così come con se stessi?” scrive Cicerone nel “De amicitia”. Ecco, io questa dolcezza me la auguro. E la auguro a voi, “amici” virtuali e non.

3 pensieri su “Amici

  1. Concordo con te quando scrivi: “…l’amicizia sia più rara e speciale dell’amore…” purtroppo però sto imparando che le amicizie col tempo si rivelano conoscenze interessate al contesto di appartenenza. Le compagne di classe (ho legato più con loro), sono solo delle sconosciute che, obbligate dalle esigenze didattiche dell’istituto, sono capitate in quella classe per comporre un numero, e malgrado ciò tu le frequenti le conosci e poi le perdi. Stessa cosa all’università, anche se la scelta è più vasta, la semplicità (ai miei tempi) con cui si riesce a stringere un legame è in funzione del tuo piano di studi e della durata di esso, della sua e tua permanenza.
    Credo fortemente nell’amicizia, quella che passi le giornate a conversare, ad interfacciarti con una posizione alternativa ed impersonale di una situazione vissuta o futura. Purtroppo è più facile mettere un like oggi che dire “cavolo vediamoci che ne voglio parlare con te”.
    Perché questa paura di legarsi?!
    Perché si deve appartenere forzatamente ad una lista social per poter comunicare?!
    Una volta si attendeva l’incontro per potersi dire tutto o lo si scriveva, oggi lo si camuffa con una emotion, una faccetta in codice binario che non svela altro di noi se non la quantità di 1 e 0 che definiscono il nostro stato d’animo.
    Per quelli che pongono domande a cui sanno dare risposta solo dopo un’attenta riflessione, viene incontro la scrittura, il pensiero ad alta voce e la risata senza pretesto.
    La verità è che in pochi riescono ad apprezzare la presenza umana, mentre altri si accontentano del “socialzap” (non faccio nomi) per mantenere le conoscenze.
    Sono sollevato nel sapere che esistono ancora persone con la voglia di raccontarsi a parole e di presenza, faccia a faccia. Un ottimo augurio quello finale del post.
    Ma quando la sera sarai nel tuo studio a scrivere i tuoi pensieri, sii consapevole di essere in buona compagnia. Se un giorno troverai questa amicizia che apprezzerà di condividere con te il suo tempo nel ritaglio di una notte, sarà ancora più bello.

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