Gli anni difficili

Tu lo sai cosa ho passato. Tu ti ricordi di me tanti anni fa. Quando ero un passerotto affamato di vita ma incapace di vivere. Con questa sacca di talenti in tasca, una specie di zavorra per me che ero uno scricciolo e che non sapevo che farmene.

Tu lo sai che avevo grandi sogni e che adoravo i miti del passato. Le storie degli dei e degli eroi, degli imperatori e dei re, dei grandi uomini che hanno creato il mondo in cui viviamo. Sognavo di poter un giorno afferrare il senso del vivere che loro di sicuro avevano trovato, chi nelle armi, chi nella poesia, chi nell’arte.

E leggevo leggevo leggevo.

E studiavo studiavo studiavo.

Tu lo sai quanto studiavo vero? Ti ricordi che ero una secchiona? E che ti passavo sempre la versione di greco? Perché non mi interessava essere la migliore rispetto agli altri. Io volevo essere migliore di me. Migliore di quello che ero stata fino al giorno prima. E conoscere tantissime cose.

Tu lo sai che volevo imparare tante cose, vero? Ma sai perché? Perché speravo di capire il mondo e così di capire cosa fossi io. Che senso avessi. Cosa ci si aspettasse da me. Quali passi avrei dovuto fare per non sbagliare strada. Quante domande.

Tu lo sai questo? Te ne sei mai accorta? Quando ci sedevamo nello stesso banco e per ore ascoltavamo i prof parlare? No, vero?

Sono sempre stata brava a nascondere. A fingere di essere forte. Impermeabile. A dire che per me andava sempre bene. Bè non era così. Passavo ore a farmi domande e a sedici anni non devi fartene troppe che poi fondi. Io un po’ sono fusa in effetti.

Te lo ricordi? Troppo concentrata sul cervello ho trascurato il corpo. Ma non ho mai mollato. Ed è passato anche l’inferno dell’adolescenza che non tornerei indietro neanche morta. Anni difficili. Anni tormentati. Anni di studio matto e disperatissimo. Ma anni che ora benedico. Perché mi hanno reso la donna che sono.

Tu lo sai cosa ho passato. E ora gioisci insieme a me, senza invidie, senza gelosie. Tanti non lo sanno e non capiscono. Ma non importa. Non devo spiegare a loro. Non devo spiegare a nessuno. Il tempo delle spiegazioni, delle giustificazioni, della paura è lontano.

Ora è tempo di vivere. Di sorridere. Di essere. Io. Semplicemente io.

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