Amarcord

Seduta alla scrivania dopo cena. Mentre scrivevo ho alzato gli occhi e l’ho vista lì. È sempre stata lì, da quando abitiamo in questa casa. Stasera l’ho notata. Stasera, che sono già nostalgica di mio. Il mio pezzo di carta, la mia laurea. Vent’anni fa. Quante esperienze da allora, quanti lavori diversi, quante conoscenze. Che io sono l’emblema che il posto fisso non è più il destino perfetto di ogni lavoratore. Che pure il posto fisso io l’avevo e mi sono dimessa. Dovrebbero segnalarmi alla pubblica amministrazione, credo di essere stata una dei pochissimi che l’hanno fatto. Ma io ho fame. E sete. Di conoscenza. Di esperienze. Di crescita. Sfide. Continue. Traguardi. Da spostare sempre un po’ più avanti. Una continua istorìa, nel senso etimologico del mio adorato greco, ricerca, senza sosta. Venti anni e nuovi traguardi in questi due mesi, i libri, il giornalismo, il blog. Eppure mai sazia. Mai. Che quel pezzo di carta avevano ragione è una partenza, solo una partenza, per un viaggio che davvero non voglio smettere mai.

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