Storie

Le storie d’amore. Quelle belle. Quelle che ti capitano per caso, mentre hai deciso di restare single per tutta la vita e di dedicarti solo a te stessa. Quelle che non chiedono permesso, posso, vorrei, ma piombano come uno tsunami a sconvolgere tutto. Quelle che non cerchi, che rifiuti, che eviti, che allontani, perché sei ancora scottata da quello stronzo che ti ha succhiato l’anima e ti ha lasciato in un angolo come una bambola senza vita. Quelle che regalano il sole sotto un acquazzone e un cielo stellato in pieno giorno. Quelle che lo sai che sono una fregatura, perché le cose troppo belle non ti appartengono, ma ti ci butti, perché fanno bene, al cuore, all’anima, al cervello. A te. Che le meriti queste storie. Di un giorno, una settimana, un mese, un anno, una vita. Quelle per cui vale la pena, sempre e comunque. Perché scriveranno pagine in cui rifugiarsi nei giorni bui e nulla consola di più di due cuori che per un tratto, breve o lungo che sia, hanno ballato all’unisono.

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Voglio la vita

Voglio la vita. E non ne voglio stralci incolori e senza sapore. Voglio la vita, tutta. Quella con il fiatone, piena pienissima. Quella che vai a letto la sera distrutto, con la mente affollata di progetti e di sogni. Quella bulimica di amori, amicizie, conoscenze, incontri, esperienze. Quella in cui non vale dire non ce la faccio, ma ci provo, sì ci provo con tutte le mie forze e se andrà male non avrò rimorsi, nè rimpianti, perchè avrò dato il massimo. Quella in cui hai il coraggio di mandare affanculo chi lo merita e di baciare sulla bocca in mezzo a mille persone quel ragazzo che ti è sempre piaciuto. Voglio la vita. La vita piena di musica, colori, profumi. Ma anche di dolori, perchè le ombre ci costringono a riflettere, perchè le difficoltà ci rendono più forti, perchè non può esistere la felicità vera senza la tristezza più cupa. Voglio la vita. Questa qui. Ora. Sì.

 

Altrove

La sensazione di essere altrove. Lì, mentre qualcuno ti parla di qualche cosa e tu rispondi con parole che sembrano uscire dalla bocca di qualcun altro. Sorridi pure, sei carina e affabile, ma sì certo, sicuramente, hai ragione, ciao. Intanto il pensiero segue vie diverse e tu lo segui, lo rincorri quasi. Maledici ogni incontro che fai perché sei costretta a dirgli “aspetta un attimo, mi libero di questo e arrivo”. Quell’idea con cui ti sei svegliata la mattina e ti ha fatto sorridere, lì, ancora stesa nel letto, i capelli sudati, la luce tra le persiane, i passi pesanti di chi abita sopra di te. Che ti ha fatto compagnia durante la colazione, miele, frutta, uova e caffè, il momento più bello della giornata, quello in cui stare soli con sé stessi non pesa, anzi, i progetti si affastellano e culli ancora l’illusione che quello sarà un giorno importante, speciale, per cosa non lo sai, ma speciale. Che ti sei portata dietro in ascensore, in auto, in ufficio, in pescheria, dal ciabattino. Un’idea per cui vale la pena vivere. Un pensiero che ti rende distratta agli occhi degli altri, ma tu distratta non sei. L’opposto. Sei concentrata. A costruire immagini che gli altri non possono vedere e che sono sale, peperoncino, curcuma e cannella di ogni minuto di questa giornata. Sorridi, anzi ridi. Da sola. In coda allo sportello delle poste, sotto gli occhi attoniti di un emigrato con il suo fardello di burocrazia sotto braccio, che alla fine ti sorride di rimando, con i suoi denti irregolari. Così. In certi giorni sei altrove. Che il dono dell’ubiquità esiste. Non è fisico ma mentale. E io sono ovunque sei tu. Anche se non so dove sei. Non so cosa fai. Non so con chi sei. Non so nulla. Come sei vestito, cosa mangi, cosa pensi. Vorrei chiedertelo ma immaginarlo mi inebria, E’ costruire il racconto di una vita che senti tua, anche se tua non è. E’ scrivere dentro di sé un romanzo con l’inchiostro dell’amore e cancellarlo ogni sera, per poi reinventarlo la mattina. E’ un vizio, una droga, una passione. Tu. Il mio altrove.

Donne che non hanno paura di essere se stesse e non hanno timore di raccontarvelo in un mix perfetto di grande energia e sensibilità… IL VANGELO SECONDO LA COLLI

TheLovelySideofTheMoon

Amo il mio lavoro, amo avere la possibilità di incontrare persone nuove, persone che hanno qualcosa da dire e da dare, e farvele conoscere… Così come amo le Donne che non hanno paura di essere se stesse e non hanno timore di raccontarvelo in un mix perfetto di grande energia e sensibilità… Donne che raccontano il loro percorso ad ostacoli senza paura di essere giudicate ma con la certezza granitica di strappare un sorriso in una lacrima, sempre. Insomma amo quelle Donne…quelle come lei, che hanno imparato davvero ad amarsi…senza più complessi né seghe mentali.. Donne davvero amiche delle altre Donne

L’ho incontrata ieri sera e ve la presento con il suo nuovo libro: #IlVangelosecondolaColli
Cristina Colli #LaColli

https://youtu.be/Wf8Mrd6bss0

Intervista a Cristina Colli autrice de IL VANGELO SECONDO LA COLLI

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Past

Il passato ritorna. Proprio quando pensavamo di averlo relegato nel più buio degli angoli. Si fa vivo e ti ricorda ciò che avresti voluto cancellare, dimenticare, rimuovere. Perché la vita è un’opera d’arte stupenda, così sorprendente da darti ogni giorno la possibilità di ricominciare, di reinventarti, di essere altro rispetto a prima. Ma a differenza di un quadro, o di un romanzo, o di uno spartito, non ammette revisioni. Non puoi tagliare via il passo che non ti è piaciuto, cancellare una sfumatura troppo scura, aggiungere note che rendano il tutto più armonico. Quello che è fatto è fatto e resta lì, a costruire i mattoncini della tua vita. Accetta il tuo passato, anche se non ti piace. Guardati allo specchio e ricorda sempre che ciò che vedi è il risultato di minuti, ore, giorni, anni. Non dimenticare nulla ma fanne tesoro per il futuro. E quando un giorno il passato bussa alla porta, fallo entrare e offrigli un caffè. O un bicchiere di vino. Trattalo bene. Come un caro amico. Perché senza di lui non saresti ciò che sei. Te stesso. La più bella opera d’arte della tua vita.

Solo un bacio

In fondo è solo un bacio. Uno dei tanti che si danno in una vita. Una cosa che fanno migliaia di persone ogni giorno. Si avvicinano e accostano le labbra. E lasciano che due anime vengano in contatto. Perché lo spirito passa dalle labbra, non c’è niente da fare. E tutti lì a cercare il sesso, il contatto dei corpi, la nudità della pelle, il sudore di una passione. Sì. Sì. Tutto fantastico. Ma volete mettere la magia di un bacio? No? È perché avete dimenticato le prime limonate da adolescenti. Quando non sapevate bene da che parte cominciare, emozionati, dubbiosi, eppure convinti che sarebbe stata la cosa più bella del mondo. Quei baci che lasciavano storditi, la testa che girava, la vergogna di non sapere bene cosa dire, e poi non si diceva nulla infatti. Si ricominciava. Baci senza fine. E poi si tornava a casa, mano nella mano, un segreto bellissimo da scrivere sul diario. Baciare per baciare. Nulla più. Cui non seguivano vestiti sparsi sul pavimento e l’estasi dell’amore. Ma poi chissà perché ricordiamo quei primi momenti più di tante notti di sesso. Baciate chi amate. Con passione, tenerezza, impeto o leggerezza. Non fate mai mancare questo gesto. Non datelo per scontato. Abusate dei baci. Sì. Senza moderazione. Senza chiedere nulla in cambio. Per sentire il suo sapore. Per carpire le sue emozioni. Per toccare la sua anima. Per un bacio. Patrimonio dell’umanità ❤️

Acceleratore

Alba. Già in viaggio. Ai bordi della strada le mie risaie. In cielo un sole che discute con i nuvoloni neri a minacciare pioggia. Veloce. Mentre entro in autostrada e i pensieri si accavallano. Amo guidare, schiacciare il piede sull’acceleratore e vedere il paesaggio che scorre al mio fianco. Pensieri. Uno dopo l’altro, uno sull’altro, si susseguono, si intrecciano, senza soluzione di continuità. Guidare e volare via con la mente è una costante. E mi ritrovo a destinazione senza accorgermene. La musica di sottofondo, quanto basta per non sentirmi troppo sola. Ecco allora gli Stones, i Pink Floyd, i Cure, le note della mia gioventù e lo spartito di mille emozioni. In coda. In tangenziale. Perché nella vita siamo sempre in coda per qualche cosa. Per il nostro posto nel mondo, per un’occasione che non arriva, per il biglietto per un futuro migliore. Aspetto. Avanzo piano. Arriverò. Certo che arriverò. A destinazione. Ad afferrare i miei sogni. Da qualche parte. L’importante è non fermarsi mai. Tasto sul pedale e via.