Divanosità

Quel momento in cui tutto appare chiaro. Un secondo a volte. Lampante. Immediato. E tu che ti chiedi ma che cazzo ci faccio qui? Non è il mio posto. Non ha alcun senso. È il solito ripiego che la vita ti elemosina e a cui non dovremmo mai dire di sì. E invece per pigrizia lo facciamo. Ripieghiamo. Accettiamo. Ci adattiamo. La chiamano resilienza i raffinati. Bè resilienti o no a me non piace. Il ripiego sa di stantio. L’adattarsi di arrendevolezza. L’accettare senza ribellione di comodo. E comodo, arrendevolezza, stantio sono parole che non mi hanno dato in dotazione. Per cui in questa serata piovosa, bagnata fino al midollo per il mio ostinato rifiuto dell’ombrello, io mi metto il pigiama e brindo al sabato sera divanoso copertoso coccoloso e tutti gli oso del mondo. Un buon libro. I ricordi a farmi compagnia. E tutto il resto, davvero, é noia.

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