Tentativi 

Lui era lì e la guardava con aria interrogativa. Ci sono domande inutili da pronunciare perchè gli occhi le sanno formulare decisamente meglio. Ecco gli occhi. Come si fa a sostenere uno sguardo così? Si chiedeva lei. Che non abbassava mai la testa, che la vita la guardava diretta in faccia perchè gli struzzi non li aveva mai sopportati. Nel bene e nel male. Però davanti a quegli occhi si complicava in fondo tutto. Si complicavano i pensieri e pareva che i neuroni festeggiassero il loro primo maggio, encefalogramma piatto. Si complicavano le parole, che non uscivano. Tutti quei discorsi preparati, convinti, provati perfino davanti allo specchio, che avrebbero convinto chiunque, quei discorsi che fine avevano fatto? Non li trovava più. Non trovava più nulla. Solo quello sguardo e una certezza, che non voleva farne a meno. Perchè se nel mondo fa tutto schifo, se altri sembrano decidere della tua vita, della tua morte, se sembra una democrazia ma poi siamo tutti in fondo schiavi del fine mese e delle scadenze continue, ecco in questo annaspare, se due occhi ti guardano così a cosa serve resistere? Voi vivete pure delle vostre razionali concretezze, io delle mie irrazionali cazzate. Ecco questo era il suo unico pensiero. E alla domanda da lui mai pronunciata, era solo un bacio una risposta. Uno di quei baci. Sì quelli lì. E al resto penseremo domani, forse.

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