Panda

Ci sono incontri che ti cambiano. Quando meno te lo aspetti. Quando pensi che la tua vita sia tutto sommato passabile e che chi si accontenta gode. Quando in fondo qualche chilo in più non fa male a nessuno ed evviva il cioccolato e il vino rosso. Incontri che capitano quella mattina in cui ti sei truccata poco e di corsa, in cui hai messo le calze color carne che neanche mia nonna per andare nell’orto, in cui hai legato i capelli e l’effetto crescita nera è lì a mostrarsi in tutto il suo orrore. Quella mattina che hai pure il ciclo e le occhiaie da panda, che è per quello che non si estinguono più, ci sono le donne con il mestruo a confondersi con loro. Ecco quella mattina lì, che sei l’opposto di quello che vorresti essere, entri nel solito bar dove non devi neanche ordinare che già lo sanno, cappuccio di soia e brioche vegana. Che colazione da sfigata, meno male non devi più ordinarla, che uno mica sa che sei intollerante, pensa che sei la solita rompipalle fissata con la dieta, il bio, l’ecologia. Roba che poi anche nel momento clou chiedi se anche il preservativo è biodegradabile oppure se contiene lattosio. Sai si sa mai. Ecco col tuo bel cappuccio di soia davanti, leggi distrattamente il giornale e ti sbricioli tutta la brioche addosso, e il cane di quella seduta accanto ti guarda voglioso, ci manca che mi lecchi e abbiamo risolto. E mentre fai cadere le briciole dalla sciarpa, alzi gli occhi e incroci uno sguardo che ti fa andare di traverso soia, vegani e tutto il bio del mondo. Un panda che guarda una distesa sterminata di bambu. Ecco, così ti senti. Eppure a lui non devi sembrare un panda, almeno che non sia un animalista. Perché ti sorride. E tu ricambi, con le briciole della brioche tra i denti. Che a Bridget Jones ie faccio un baffo io. E speri che si sieda lì, giusto per qualche giorno, a raccontarti la storia della sua vita. Ma lui esce. E tu resti lì col cornetto in mano. E capisci che davvero non sarai più la stessa. Che mai e poi mai ti permetterai di uscire di nuovo in quello stato. Perché a 40 e rotti anni essere sciatti è un peccato mortale. La mattina, il pomeriggio, la sera. Che lo dice sempre mia nonna, che a 90 anni non esce mai se non è perfetta e ogni volta che mi vede mi dice “lo vuoi un po’ di rossetto? Mettiti un po’ di colore in faccia”. Sì nonna voglio il rossetto, la terra e pure l’esemplare maschile di cui sopra. E pure un cappuccino come si deve e un bombolone alla crema…..

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