Lume di candela

Serata di inizio luglio. Ristorantino della riviera ligure. Candela in mezzo al tavolo, piatto e sottopiatto, menù con prezzi che sembrano il capitolato per la ristrutturazione di una villetta, meno di 15 euro a portata non ti servono neanche il pane. Lui lei e la creatura. Due anni, guance arrossate dalla giornata in spiaggia, nessun interesse per la magia della location. Lui guarda lei e le prende la mano in cerca di calore, lei sfila la mano e raccoglie la macchinina che il pupo ha fatto cadere, ricadere, cadere di nuovo. Lui sorride e inizia a parlarle, lo vedi che è felice e che vuole godere al massimo della atmosfera e perché no magari portare anche a casa il risultato più tardi. Lei lo guarda con un occhio e con l’altro non perde di vista il bambino, mette il bavaglino, taglia gli spaghetti, smettila, non alzarti, ma si alza lei, sistema la sedia, gli dà un bacino…tutto questo mentre lui tenta una conversazione impossibile, la creatura catalizza l’attenzione. A quel punto prova a partecipare, ma ovviamente sbaglia a versare l’acqua, non vedi che è fredda, ad aiutarlo a mangiare, deve imparare da solo, a dargli una carezza, ecco gliele dai tutte vinte. Allora si alza e accende una sigaretta, mentre lei con sufficienza lo apostrofa con un devo fare sempre tutto io, tu pensi solo ai fatti tuoi, una sigaretta e sei a posto. Intanto il bambino si è alzato e ha iniziato a rompere le palle a tutti i tavoli limitrofi con in mano un pezzo di pane mezzo ciuciato, e lei dietro a prenderlo e metterlo seduto una due tre volte. Quando arriva il branzino la candela in mezzo al tavolo si è pure spenta, come l’idillio di una serata che prometteva bene, che lui si chiede perché non si è accontentato di una pizza nel cartone in casa con una birretta davanti alla tv, avrebbe risparmiato denaro e fatica, il pupo sarebbe già nel suo lettino, e lui magari avrebbe avuto quelle attenzioni che tanto desidera. Perché loro rimangono sempre i nostri primogeniti, non dobbiamo dimenticarlo mai, e per quanto innamorati dei loro figli, rimpiangono le serate, le notti, i momenti in cui eravamo esclusivamente per loro. E questo non te lo dicono nel corso preparto. Così tutte sbagliamo. E loro si sentono trascurati e diventano vulnerabili. Ricordatelo mentre gli fate il culo perché hanno fatto cadere il ciucio per terra. Essere madri mogli amanti è dura. Ma nostri compagni a volte molto di più. 

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