Donne

Quanto é dura essere donne. Oggi come in passato. Anni di battaglie per diritti, parificazioni, legittimazioni e la strada è ancora lunga. Che nel mondo del lavoro la parità è ancora lontana. Che ci sono professioni che saranno sempre al maschile, anche nella forma grammaticale. Che una donna brava nella sua professione un qualche trucchetto dovrà pur averlo usato oppure sarà la figlia di. Non sono una pasionaria e col tempo tanti muri verranno abbattuti, almeno fuori casa. Si perché poi ci sono i rapporti interpersonali. E troppe sono le violenze, non tanto fisiche, quanto psicologiche. Inconcepibile, inaccettabile. Così è dura essere donne. E lo dice una fortunatissima, rispettata dal suo uomo, che mi rendo conto è una conquista e non un diritto. È dura concentrare in questo nostro piccolo corpo la mamma, la moglie, la figlia, la lavoratrice, la casalinga, e poiché non vogliamo farci mancare nulla anche la sportiva, la festaiola, la blogger, tutto ovviamente ad un livello di perfezione imperfetta, multitasking all’ennesima potenza. E così la nostra quotidianità è quella del cellulare all’orecchio, la mano che gira il risotto, l’altra che rivede i compiti del piccolo, mentre il grande ti chiama per un problema di vita o di morte, tuo marito non trova le calze, tua mamma ti messaggia, e intanto pensi all’articolo che devi scrivere, alla multa per divieto di sosta da pagare, ai posti a tavola dell’ultimo evento e a cosa metterai per l’uscita del giorno dopo. Momento standard della nostra quotidianità. Anche oggi. Che vedremo tante mimose in giro, che peraltro non mi piacciono, che sentiremo servizi al telegiornale sulla nascita di questa festa, statistiche, percentuali, numeri, donne speciali e donne ordinarie, lotte e diritti…Che il diritto di farci un mazzo così ogni giorno, quello lo abbiamo conquistato di sicuro. E ne andiamo fiere. Io almeno sì. E lo faccio col sorriso. Un abbraccio speciale a tutte le donne incasinate come me….

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La mamma

Perché la mamma è sempre la mamma. E la mia è speciale. Con la sua creatività che le fa addobbare casa a Natale come se fosse Macy’s a New York, dipingere negli anni qualsiasi superficie lecita, dal legno alle magliette dalla ceramica al vetro, la aspetto per il body painting e poi abbiamo esplorato tutto. Con la sua distrazione, mitica in famiglia, l’unica cosa che non ha mai perso è la sua bambina e le sarò eternamente grata per questo. Con la sua dedizione ad amici e parenti, che se potessi scegliere come dovrebbe essere l’amica ideale sarebbe come lei, dare dare dare e ancora dare e se riceverò bene, altrimenti amicizia è questo, e scusate se è poco. Con le sue risate, la voglia di ballare e fare festa, estrosità allo stato puro, bauscia nell’anima, la parte che più amo in me l’ho presa da lei, sorridere alla vita, sempre, anche quando dentro magari ti senti morta. Con il suo amore per me, sconfinato, unico, totale, che io ho messo alla prova, momenti terribili le ho fatto passare, adesso che sono mamma lo capisco, eppure lei mai fatto pesare, mai perso la forza, avanti sempre avanti. Con i suoi baci, abbracci, che non sai se te li da o se li prende, ma fanno tanto bene a tutti. Con i suoi pianti, spontanei e diretti, una donna vera, trasparente, virtù rara ai giorni nostri e per questo ancor più encomiabile. The special one, senza dubbi, e non solo per me. Tanti auguri mamma.

Fit for fun

Fitness che passione! Da ragazza ipersportiva che invece di “Cioè” leggeva “Fit for fun” non potevo non trasformarmi in una quarantenne con lo spirito adolescenziale, che si diverte un mondo a sperimentare attività varie ed eventuali per tenersi in forma. In buona compagnia peraltro. Sì perché la quarantenne sportiva del terzo millennio ama circondarsi di amiche un po’ invasate come lei, che allo shopping compulsivo preferiscono l’allenamento in sospensione oppure un qualche esercizio dal nome altrettanto bizzarro ma terribilmente allettante. Preferiscono…no, questa è una bugia. Prima si allenano e poi si danno allo shopping, perché tutta sta fatica per il gluteo sodo bisogna poi ricompensarla con un regalino, no? Eccomi dunque con l’amica speciale di fronte a Ivan Drago per una lezione di Funzionale, che ti chiedi, funzionale a che? Ma a qualcosa funzionale lo sarà, se sabato pomeriggio corri, ti pieghi, balzelli, fiatone e mammamia come è dura. Ivan Drago è leggero come una piuma mentre balzella col suo quintale di muscoli sullo step, mentre tu hai le levità di un elefante stanco e già buona che non ti sloghi una caviglia. Funzionale l’aperitivo che segue, questo sicuro, e giustificato. Tanto hai sudato prima. Che una scusa ci vuole sempre. Poi, alla vigilia di Natale, mentre le altre inseguono l’ultimo regalo, noi ci tuffiamo in un match di squash. Prima volta, eppure da subito ci divertiamo un sacco. Ci facciamo pure fotografare, ma chi siamo noi, troppo forti, troppo in forma. Talmente in forma che, a un certo punto, presa dal trip agonistico, le assesti una racchettata diretta sul naso, una botta della madonna, che tutta sta forza te l’avrà data il funzionale, ma temi di averle rifatto i connotati. E di doverle regalare un naso nuovo per Natale. Che ti toglie dall’impiccio del cosa le compero, ma insomma, sanguina e io collasso. Sì perché il rosso relativo è solo quello di Tiziano Ferro, quello è assoluto e ti senti mancare. Che alla fine è lei che ti chiede scusa. E lì capisci che è una tosta. E per fortuna tutto si risolve. Sarà necessario brindare, che una scusa ci vuole sempre….Sabato mattina, dopo un venerdì sera dalle ore piccole. Sessione di spinning. E non potremo mica farcela mancare, no? Anche se hai dormito tre ore, ti gira ancora la testa per il limoncino, insomma non sei in forma. Eppure no. Voi siete sempre in forma. Parti e dopo un quarto d’ora ti chiedi se arriverai ai quarant’anni. Che sono tra un mese, ma tu senti che potresti non arrivare alla fine dell’ora. Ma tieni duro. Su, giù, stringete, fate vostra la strada, che tu la vedi un po’ annebbiata, meno male niente alcol test qui, accarezzate il cuore, mo’ il mio esplode, ma accarezziamolo va, e sta sella maledetta antiergonomica al massimo e tu non hai i pantaloncini imbottiti, no, troppo facile, un fastidio allucinante, ma arrivate in fondo all’ora. Grondanti, paonazze ma soddisfatte, foto di rito, e dammi un cinque. In fondo non è stata dura, una bella doccia e basta, a parte il fatto che ogni velleità amorosa è rimandata di una settimana, chiusa causa spinning. Che pranzo in piedi, tra le risate generali dei miei uomini che questa mia sportività non la capiscono. Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più, cantava Joe Squillo qualche anno, ops decennio fa. Ecco decennio. Il quarto è in agguato. E allora, indovinate un po’? Brindiamo, che questa sì è una buona scusa…