Specchio

Questa sera ho incrociato il mio specchio dopo essermi struccata e aver lavato i denti. Un incontro ravvicinato del terzo tipo. Di quelli che ti chiedi se Halloween è stasera e sei già truccata per il party. Che non capisci perché. Mascherine, creme e cremine, attenzioni e tanto amore, niente. Sono una positiva e penso, se manco avessi fatto tutto questo, chissà. Ma stasera l’occhiaia é come quella di Lerch degli Addams, brufoletti da adolescenza tardiva, come quella che in effetti stai vivendo psicologicamente, rughe e rughette. Che ti dicono essere d’espressione, e cambia espressione allora, che così ad impressionarsi è solo chi vive con te. Vorresti fare una maschera, magari fa effetto, ma insomma dai già i primi freddi e il pigiama sexi ha lasciato posto al tutone, ci manca pure che ti presenti con la biacca sulla faccia e di sicuro non lo svegli dal pre sonno sul divano. Ecco ci vorrebbe Photoshop, non lo hanno ancora inventato un correttore per lo specchio? Perché sapete come aumenterebbe l’autostima? Che la faccia non si cambia e meno male, ma vedersi sempre giovani aiuterebbe. E non dite che non è così, che io quelle che dicono che non importano le rughe, che stanno bene così, che ne sono fiere, ma non ci credo neanche morta. Oppure ci vorrebbe il buon vecchio specchio della Regina di Biancaneve, che ti dice mi piace tipo selfie su Facebook, anche qui senza il pulsante non mi piace. Comunque ecco, per Natale, vorrei un bello specchio da favola, che mi faccia i complimenti la mattina e soprattutto la sera, e che non si permetta di nominare Biancaneve, che le facce smorte sono più pericolose della vecchietta che porge la mela….

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Insonnia

Le albe insonni. Quelle che passi in un attimo dal sogno luminoso di spiagge brasiliane ai pensieri del tuo presente e nel letto, occhi spalancati, capisci che tanto vale alzarsi. Quelle che davanti a un caffè, troppo presto per essere colazione, troppo tardi per essere spuntino della notte, e già sai che alle nove sarai pronta per l’aperitivo. Quelle che la casa è fredda, la felpa sulle spalle, Bridget Jones style, e bisogna impegnare la mente, perché il mattino presto è peggio della notte tarda, la mente è fresca e i pensieri nitidi come una giornata di sole e vento. Quelle che ti metti ai fornelli, che l’aspirapolvere è troppo presto, e prepari per i prossimi tre giorni, e intanto pensi che hanno ragione i tuoi, che quando si sveglieranno invece di dire “che profumino” si tapperanno il naso, che alle sette del mattino il profumo di minestrone e arrosto anche no. Quelle che apri gli album delle fotografie e quando lo fai è perché vuoi davvero sprofondare, che chissà perché sono ricordi splendidi ma ti viene il magone. Quelle che fino a due anni fa non succedevano mai, sempre dormito fino al trillo della sveglia, e adesso ti ricordano che il tempo passa, come il mal di schiena e le rughe di fianco agli occhi, e allora senti la vita ancora più impellente e vorresti assaporarla in ogni attimo. Quelle che poi, alla fine, mentre aspetti il sole che sorga, ti ritrovi a scrivere, frasi, parole, canzoni, pensieri, che se le lettere fossero centesimi saresti Paperon de’ Paperoni eppure non ne hai mai abbastanza. Che solo la carta ti consola e nelle albe insonni vivi vite altrimenti impossibili e un po’ ci credi. E poi da un corridoio spunta uno dei due, che chissà perché quando ti alzi così presto, anche se non fai rumore, uno dei due arriva, un gambale dei pantaloni del pigiama tirato su, gli occhi chiusi e i capelli arruffati, il passo instabile, il profumo irresistibile che solo loro hanno, ti viene vicino, ti si appoggia sul petto e in un sussurro ti dice “bacio mamma” e allora comincia un’altra splendida giornata.