Sestri nel cuore

I ricordi più belli delle mie estati da bambina sono legati a Sestri. Si arrivava appena finita la scuola e si ripartiva ai primi di settembre, con le giornate che si accorciavano e l’aria più fresca. Sì, sono stata una bambina fortunata. Tre mesi al mare, tra tuffi, sabbia, corse a perdifiato e tonnellate di focaccia. A Sestri ho imparato a nuotare, ho conosciuto alcune delle persone che porto nel cuore, ho dato baci che non dimenticherò mai, ho preso la prima sbornia in discoteca. Quei mesi estivi di riassumevano in un’unica parola, libertá. A casa tutto era più difficile, niente uscite, la scuola, gli orari, le regole. A Sestri invece i comandamenti erano pochi. Avvisa prima di entrare in acqua (ma solo fino a quando ero piccola, poi, in acqua, io ci vivevo), se esci dalla spiaggia avvisa (idem come sopra), rispetta l’orario del rientro. Tutto qui. Adoro Sestri per tutti i ricordi che porta con sè. Le serate alla Piscina dei Castelli, il panino al Bistró, il dopocena al Citto, l’insalata al Cutter, i figoni dei Villa Balbi, il gelato dal Duro, la pizza da Previna, la focaccia di Oneto, poi Tosi, i cocktail da Capocotta, l’Hanoa Hanoa, la Barcarolata….come si fa a non amare un posto così? E a viverlo oggi con figli che fanno le stesse cose e adorano sedersi in baia con gli amici a mangiare una pizza nel cartone mentre il sole tramonta? Innamorata di Sestri, ora e sempre ❤️

(Scusate la foto in topless ma sono sempre stata un maschiaccio e non ho mai sopportato i finti bikini 😜) #lacolli #sestrilevante

Annunci

Adolescenti

L’adolescenza è un periodo di scoperta, ribellione, irrequietezza. Alcuni dicono sia il periodo più bello della vita, io credo che sia bello ricordarlo una volta adulti, perchè, mentre lo vivi, le emozioni sono forti e la ricerca di un’identità rende spesso scontenti e tormentati. Vivere con degli adolescenti è come essere sulle montagne russe eppure è un’esperienza che permette di riflettere su molti aspetti della nostra vita personale. Vorresti ucciderli ogni giorno e subito dopo abbracciarli per la loro ingenuità, ti irritano con i loro silenzi e la loro indifferenza e poi ti sorprendono con le loro osservazioni e con il loro entusiasmo. E’ un confronto continuo, di cui sono grata alla vita. Anche se difficile, anche se a volte estenuante, anche se la pressione sale spesso oltre i valori consentiti. Perchè colorano il mio cammino e sono il senso più profondo di questo mio passaggio nel mondo.

Mamme e figli

Durante un’escursione in un sito archeologico, mio figlio quindicenne ha esternato il suo disappunto nei confronti di mie pose di fronte all’obbiettivo del cellulare, a suo dire inadeguate alla mia età. Come ogni adolescente che si rispetti, ha usato un linguaggio molto diretto per sottolineare come non sia il caso che mio marito ed io ci divertiamo a fare foto un po’ stupide, perchè non dignitoso. Ecco, non trascrivo le parole esatte, ma in confronto Elena di Troia, tanto per rimanere in tema archeologia, ha ricevuto appellativi più lusinghieri. Premetto che indossavo jeans e maglietta e che davvero le foto erano lontano mille miglia dall’essere trasgressive. Eppure quell’ostentare una stupidità giovanile, quel selfare, chattare, taggare a lui non piace. E ci sta tutta. Quello è in fondo il loro mondo e talvolta noi quarantenni del terzo millennio, che ci sentiamo perennemente sedici anni, dovremmo ricordarci che di anni ne abbiamo un po’ di più. Che ai nostri figli non va di averci come amici. No, no. Loro hanno bisogno di genitori, di autorevolezza, di un punto di confronto. Complici sì, ma ad un livello diverso. Poi, quando cresceranno, tutto si ripianerà. Ma un adolescente, maschio per di più, non amerà mai che la mamma si proponga come una gnocca da discoteca, per di più sui social, dove anche i suoi amici possano eventualmente fare apprezzamenti. Vi dirò che questo episodio, banale in effetti, mi ha fatto riflettere molto e ho apprezzato che lui abbia esternato, piuttosto che covare dentro un disagio. Credo dovremmo rifletterci tutti, in una realtà fluida e in cui tutti vedono tutto. Cosa ne dite?

Vivere

Eccola qui. La vita. Che ancora una volta mi ricorda di vivere intensamente ogni giorno e di non lasciare che lo scorrere delle ore passi senza che io ne sia pienamente consapevole. Perché davvero tutto può cambiare nello spazio di un battito di ali e, ciò che pareva scontato, diventare prezioso. Respiratela a fondo, la vita. Ogni secondo è irripetibile e voi avete il potere di renderlo unico. Non dimenticatelo. Mai.

Cretto di Burri

Quando ero piccola, i terremotati del Belice erano evocati come sinonimo di persone sventurate, trasandate, disordinate. Paragone odioso e superficiale, sicuramente. E per una vita non ho neanche ben saputo dove fosse questo Belice, così sventurato. Ecco, oggi l’ho sentito sulla pelle il dolore di queste persone che in pochi minuti hanno perso tutto, in molti casi anche la vita. Ho visto la valle, ricca di colline in cui la presenza dell’uomo è attestata solo dalle coltivazioni. Ho sentito il silenzio, totale, di queste vallate. Ho visto Poggioreale, paese fantasma, diroccato. E soprattutto ho camminato tra i muri del Cretto di Burri. Con la pelle d’oca. Un luogo da visitare, un esempio di Land Art toccante, una memoria degna di essere preservata e conosciuta. Perché solo così saremo uomini più consapevoli.

Amore immenso

Quando ero piccola, le mie amiche giocavano a fare la mamma con i bambolotti, io mi annoiavo terribilmente e preferivo andare in cortile con la palla o la bici. I bambini piccoli mi davano fastidio e non ho mai avuto vocazione da baby sitter. Non capivo quelli che parlavano ai piccoli facendo mille versi, che facevano “bau…cette” e filastrocche varie. Ecco, ero una che non si vedeva con passeggino o carrozzina. Poi sono arrivati loro. Uno dopo l’altro. E ho imparato una lezione fondamentale della vita. Mai dire mai. Mai affermare “io? No, non fa per me”. Perché un figlio ti cambia nel momento stesso in cui due righe rosse ti guardano da un test di gravidanza e tu sei lí, seduta sul water, e neanche immagini come cambierà la tua vita. Il tuo modo di percepire il mondo. La tua lista delle priorità. La tua capacità di fare dieci cose in una volta. Ho cantato canzoncine ridicole, ho fatto volare mille cucchiaini come aeroplani per farli mangiare, ho passato infinite notti insonni, ho pulito cacca come fosse la più naturale delle azioni, li ho baciati miliardi di volte, e i piedini santi, le manine, il pancino. E lo faccio ancora oggi che sono due adolescenti pelosi con la voce da tenore, che mi guardano schifati al mio tentativo di fargli un buffetto sulla guancia. Essere madre mi ha fatto riconciliare con il mio corpo, la mia mente, il mio futuro. E mi insegna ogni giorno ad essere resiliente, ad accettare gli imprevisti, a mettere tutto in discussione. Con il sorriso. Perché sì, per me nulla è più appagante di sentirmi chiamare mamma.

#figli #amoreimmenso

Affinità

Alcune persone ti entrano nel cuore e non escono più. Sono anime affini, amici, amanti, colleghi, non importa la relazione che ci lega a loro, né per quanto tempo abbiamo avuto la fortuna di frequentarli. Il loro spirito ha incontrato il nostro e si sono agganciati, come i pezzi di un puzzle che nessun terremoto potrà distruggere. Il più delle volte non ce ne accorgiamo subito, distratti dal rumore di una vita che dà peso alle grandi emozioni e ai sentimenti straripanti e non ascolta il delicato sussurro di due anime, che dialogano anche a distanza. Poi, un giorno, mentre rileggiamo un appunto sull’agenda, sentiamo un profumo e semplicemente incontriamo di nuovo quegli occhi, ecco, in quel momento, ci rendiamo conto del privilegio che la vita ci ha donato. Un’affinità di intenti, una comune sensibilità, un’empatia che sopravvive nonostante tutto. Queste persone vanno custodite con cura, come una pianta preziosa che germoglia solo una volta all’anno, ma dona il più profumato dei fiori. Sono gioia, serenità, conforto. Spesso anche amore. E tutto questo, in un mondo che sembra aver spazio solo per la violenza, non deve essere assolutamente sprecato.

Body and mental building

Costruire ogni giorno il proprio corpo è un viaggio che ci rende più consapevoli e forti. Il body building non è solo estetica, é anche quello. È miglioramento del tono muscolare, è aumento della resistenza, è prevenzione di disturbi come l’osteoporosi, è costruzione di una struttura addominale forte a protezione della schiena, tanto per dirne qualcuna. Ma soprattutto è crescita interiore e presa di coscienza delle nostre potenzialità. Ogni giorno cerchiamo di migliorarci, di superare il limite, e per farlo dobbiamo ascoltare il nostro corpo e i suoi messaggi. La palestra é metafora della vita, a patto di affrontarla nel modo giusto. Non date troppo peso alle critiche, fatene tesoro ma andate avanti, non fondate il successo sulla approvazione altrui, ponetevi il vostro obiettivo e datevi da fare per raggiungerlo. Che importa se per gli altri siete troppo secchi, troppo grossi, poco femminili? Se il vostro gluteo é eccessivo e le vostre braccia poco definite? È quello che volete? Questo solo conta. Dovete piacere a voi stessi, non agli altri. Body and mental building, ricordate. Ogni giorno. Senza mollare mai.

#bodybuilding

Olio di gomito

Nella vita nulla viene regalato. Nulla di importante, intendo. Te la devi sudare, ogni giorno. Dallo stipendio a fine mese al culo sodo, dalla promozione in ufficio all’appuntamento con quello che ti piace tanto. Se stai fermo, non lamentarti che nulla accada. Devi darti da fare e sperare che tutto il sudore speso porti i risultati attesi. Perché spesso non è così e possiamo solo continuare a lavorare duro. Perché scrivo affermazioni così lapalissiane? Perché mi pare che dilaghi una filosofia malata, del tipo che si ha successo solo grazie le conoscenze, che inutile darsi da fare tanto poi dobbiamo pagare le tasse, che piove sempre sul bagnato, che si stava meglio quando si stava peggio. Filosofia stupida e inutile, propria di chi cerca giustificazione per un immobilismo tanto nocivo quanto insensato. Osate e muovetevi, lavorate, inventate, provateci. Ecchecavolo! Basta lamentarsi e dare la colpa agli altri. Il successo è l’esito di impegno, talento, fortuna. Tranne il terzo elemento, il resto dipende da noi, solo da noi. Non ci sono scuse.

Prova costume

Arrivano i primi caldi e tutti a parlare di prova costume. Tra frasi ironiche e aforismi pescati qua e lá, tra corse in palestra e diete last minute, i social sono invasi da questo tormentone. Che poi, mi chiedo, perché preoccuparsi tanto di come appariremo nel nostro bikini una volta in riva al mare? Credete che gli altri siano lì a guardare se avete la cellulite o le maniglie dell’amore? A parte qualche allupato che si fa venire la cervicale a furia di sbavare dietro a ogni lato B che gli passa davanti, vi assicuro che nessuno guarderà i vostri difetti. Nessuno a parte voi stesse, che sarete lì a trafficare con il pareo per coprire le chiappe, a infilare e sfilare la canotta ogni volta che vi alzate, a preoccuparvi se i capelli sono a posto, se le tette sono tenute su bene dal costume o se cadono a causa della democratica forza di gravitá. Siete solo voi a giudicarvi in modo impietoso e inutile. Avete fatto il possibile tutto l’anno per stare dietro a tutto, famiglia, lavoro, figli, casa, palestra, trucco, parrucco, dieta, e chi più ne ha più ne metta. Ora basta. Indossate il costume che vi è più comodo, mettetevi la crema solare e godetevi il mare, il sole, la spiaggia, la piscina. Non guardate il culo delle altre e nessuno guarderà il vostro. Fregatevene dei difetti e nascondeteli con il più largo dei sorrisi. Mangiatevi un gelato con gusto perché ve lo siete meritato. Sentitevi fighe mentre il mare vi accarezza e il sole vi riscalda. Basta prove! Basta sfide! Siate libere. Punto. Libere di essere voi stesse.