Mente in corsa

Ci sono fatti che lasciano senza parole e che sfuggono alla lucidità di una valutazione. Il bimbo dimenticato in auto a Catania dal papà è uno di quelli. Non so voi, ma a me risulta difficile esprimere ciò che ho provato nel sentire questa notizia. Incredulità, sconcerto, timore. Sí, anche timore. Perchè sono uno di quei genitori sempre impegnati in mille cose, che cerca di far quadrare tutto, incastrando mille impegni, utilizzando i tempi morti in auto per telefonate varie, l’attesa dei figli fuori da scuola per la mail che mancava, la mente sempre al lavoro, mai in pausa. E questo non va bene. È questo che determina poi casi limite come questo, assurdi, ma causati da una società che chiede troppo e a cui diamo troppo. Non siamo Superman, non lo è questo papà che pagherà per tutta la vita un dolore che nessuno di noi ha il diritto di fargli pesare, un dolore senza fine, senza senso. Non giudichiamolo, ma cerchiamo di rallentare. Di vivere il presente, hic et nunc, con attenzione a chi ci sta vicino, evitando che mille altre cose rubino la nostra mente. E preghiamo, per quel bimbo, per il suo papà e per la sua mamma. Esseri umani in un mondo in corsa. Come noi.

#catania

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11 settembre

L’11 settembre ci ha insegnato che tutto è possibile, anche quello che sembra concepibile solo in una sceneggiatura cinematografica. Le Torri Gemelle che si sgretolano sono un’immagine indelebile nel cuore di ognuno di noi. Tutti ricordiamo cosa stavamo facendo in quel momento e la forte, netta sensazione di smarrimento davanti a immagini così tragiche da non lasciare spazio a nulla che non fosse il silenzio. Vivi l’attimo, assapora la vita, basta inutili discussioni per inezie. Bacia i tuoi cari, digli che li ami, telefona ad un amico che non senti da tempo, impegnati a realizzare i tuoi sogni. Queste frasi e molte altre si sovrapponevano nella nostra mente, perché il tempo sembrava stringere davanti all’incertezza. 18 anni dopo siamo ancora qui, con le nostre inutili ripicche e i magari domani. New York si è ripresa, il One World è lí a ricordare che dalle ceneri si risorge più grandi, il Memorial dei troppi morti ai suoi piedi invita a non dimenticare. Viviamo intensamente e non perdiamo mai la fiducia che si possa ripartire, più forti che mai. Questo sia, ogni giorno, il nostro 11 settembre.

#11settembre #torrigemelle

Imperfette

Il mondo ci vuole perfette. Pettinate, truccate, in forma, sorridenti e magari pure felici. Ma la perfezione è noiosa. Una prigione senza scampo, che rende schiavi di se stessi e dei canoni imposti dalla società. Meglio essere spettinate, acqua e sapone, con qualche chilo in più, incazzate quanto basta. E possibilmente felici. Di essere come siamo. Di amarci come siamo. Libere di essere terribilmente imperfette. ❤️

2 settembre

2 settembre. Si riprende con il lavoro, mai smesso del tutto, ma adesso non si scherza e testa bassa fino a non si sa bene quando. Si torna in palestra, con un treno di buoni propositi, la simulazione della gioia di fronte alla ghisa e il rimpianto delle giornate passate in riva al mare. Perché il sedere sodo e il corpo tonico non li regala nessuno e perché sudare in fondo ci piace. Basta dolci, fritti, intingoli vari e tutta quella roba buona che ha nutrito corpo e anima in questi mesi. Pure un limite agli aperitivi, ai mohjto e compagni vari, teniamo buono il vino rosso ogni tanto e qualche birretta a rinfrancare l’animo dopo aver ascoltato il tg. Spazio alle idee, ai progetti, alle nuove tendenze, alle scommesse al buio. Settembre é un tuffo nel buio di una stagione densa, che ci attira e ci spaventa allo stesso tempo. Ci tocca cominciare. Proviamo con il sorriso, anche se a denti stretti, perché tanto s’ha da fare e con il muso si vedono di più le rughe. Natale è dietro l’angolo, in fondo 😉

Lady D

La bellezza di Diana era in quegli occhi incapaci di nascondere. Che dicevano il contrario di quanto il resto del corpo doveva esprimere. Che sottintendevano un’anima sempre in dubbio, una donna in fondo infelice, un cuore che aveva sbagliato e che non trovava pace. Una in cui ci siamo ritrovate, perché piena di difetti e a cui era sfuggita di mano la favola. 22 anni e quegli occhi sono ancora qui ❤️

Natura

Ci sono luoghi che riconciliano con la vita. Sono i luoghi immersi nella natura, in cui il cellulare non prende, gli orologi non servono, il silenzio parla più di mille voci. Qui comprendiamo al meglio la nostra essenza animale, qui siamo vivi e veri come mai, qui respiriamo la bellezza del mondo. In questi giorni difficili per la Terra, la mia speranza è che paradisi come questo vengano conosciuti e vissuti, ma mai inquinati. #grata #lovethisworld #nature #hiking #

Promesse

Ti prometto che farò di tutto per rispettare questo sentimento. Che lo coltiverò e nutrirò come il prezioso dei frutti. Che non lo darò mai per scontato, ma cercherò ogni giorno di meritarlo.

Non ti prometto che sarà per sempre, ma ti prometto che ogni attimo che saremo insieme sarà prezioso come l’eternità.

In cambio ti chiedo una vita normale, quotidiana, semplice e sincera. Non mi interessano le grandi imprese ma i piccoli sogni che diventano realtà: la colazione insieme la mattina, un bacio prima di dormire, la forza di un abbraccio, noi due. Insieme. Ora.

Fuoco

L’Amazzonia va a fuoco. Ma in fondo è lontana, a noi cosa interessa? Abbiamo i nostri problemi quotidiani, il fine mese, la salute ballerina, gli screzi con il collega. E poi ci sono i problemi del governo, le tasse, gli immigrati. L’Amazzonia sarà ben un problema del Brasile. Che poi sta Amazzonia dove è? Perché anche questo ci sfugge. È un polmone enorme, di 7 milioni di km quadrati, che tocca ben 9 Stati del Sud America. Ecco, se è così grande, che problema c’è se brucia un po’? Il problema c’è, eccome. Lo scorso mese sono stati distrutti 2.253 km quadrati di vegetazione. In un mese. E se brucia il nostro polmone, tutto il clima mondiale ne risente. Tutto. Viviamo nel mondo della globalizzazione, ci vantiamo di essere tutti interconnessi e non capiamo che questo è il vero problema globale. Il nostro mondo. Il mondo dei nostri figli. Come scriveva Joseph Roth nel 1938 ne La Cripta dei Cappuccini, vogliamo davvero vedere il nostro mondo tramontare “succhiando nettare da fiori velenosi, lodando il sole che si spegne come dispensatore di vita, baciando la terra che si dissecca come madre della fertilità”?

#amazzonia

L’amore. Una notte d’estate

L’amore. Mica ti lascia scampo l’amore. E no. Tu ci provi a fare il superiore. A dire che hai imparato la lezione. Che hai preso troppe fregature e che non ne vuoi più sapere. Ti convinci che sono meglio le serate tra amici. Magari una botta e via e fanculo il resto. E lui ti frega uguale. L’amore. Ti ritrovi in una sera d’estate a perderti in un bacio senza fine, senza perché, senza ma, senza se. E domani? Domani ci penseremo. Perché l’amore è un abbraccio che non chiede altro, in un sorriso che ti ruba il cuore, in due occhi che ti scavano dentro, in poche parole che sanno tutta la tua storia. L’amore. Una notte d’estate. Una mattina d’estate. Tu. Io. E domani ci penseremo. Forse ❤️

Quelli che sanno cosa vogliono

Ho una sincera ammirazione per quelli che sanno cosa vogliono dalla vita. Già da giovani, ti presentano le loro certezze e sono forti, sicuri, focalizzati all’obiettivo. E il più delle volte arrivano dove vogliono, con le unghie, con i denti. Fantastici. Un po’ antipatici. Anzi, decisamente odiosi. Li ammiro, ma mi stanno sulle palle. Perché io non so neanche cosa mettermi al mattino e cosa scegliere al ristorante. E loro, anche lì, tac, ti ordinano primo secondo dolce e vino senza un tentennamento. Grandiosi. Io la sera vado a letto e faccio l’elenco di ciò che farò il giorno dopo. Mi convinco che sarà il giorno giusto per realizzare questo e quello. Poi, la mattina, il quotidiano ribalta tutti i piani e mette in forse ogni convinzione. Funziona così. Da sempre. Alla lunga mi sono convinta che navigare a vista sia il mio destino. Pescando nella vita le occasioni che annuso più interessanti e smettendola con i da grande vorrei. Anche se i da grande vorrei sono lì che mi fissano e sono tanti quelli che sognerei di realizzare. Ci vuole tanta sicurezza per andare diritti all’obiettivo. Tanta fiducia in sè. Tanta. E io faccio parte di quelli che mettono in dubbio tutto. Che si sminuiscono sempre, come se ci fosse bisogno, in un mondo che non è facile in partenza. A quelli come me, però, dico che una certezza ce l’ho. Che arriveremo. In alto. Facendo tante curve. Ma arriveremo. Perché non avremo supponenza ma abbiamo imparato ad essere autoironici. E l’autoironia, come un tacco 12, risolve. Sempre.

Buon ferragosto ❤️

#ferragosto #lacolli