Intervista a TelePavia

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Past

Il passato ritorna. Proprio quando pensavamo di averlo relegato nel più buio degli angoli. Si fa vivo e ti ricorda ciò che avresti voluto cancellare, dimenticare, rimuovere. Perché la vita è un’opera d’arte stupenda, così sorprendente da darti ogni giorno la possibilità di ricominciare, di reinventarti, di essere altro rispetto a prima. Ma a differenza di un quadro, o di un romanzo, o di uno spartito, non ammette revisioni. Non puoi tagliare via il passo che non ti è piaciuto, cancellare una sfumatura troppo scura, aggiungere note che rendano il tutto più armonico. Quello che è fatto è fatto e resta lì, a costruire i mattoncini della tua vita. Accetta il tuo passato, anche se non ti piace. Guardati allo specchio e ricorda sempre che ciò che vedi è il risultato di minuti, ore, giorni, anni. Non dimenticare nulla ma fanne tesoro per il futuro. E quando un giorno il passato bussa alla porta, fallo entrare e offrigli un caffè. O un bicchiere di vino. Trattalo bene. Come un caro amico. Perché senza di lui non saresti ciò che sei. Te stesso. La più bella opera d’arte della tua vita.

Solo un bacio

In fondo è solo un bacio. Uno dei tanti che si danno in una vita. Una cosa che fanno migliaia di persone ogni giorno. Si avvicinano e accostano le labbra. E lasciano che due anime vengano in contatto. Perché lo spirito passa dalle labbra, non c’è niente da fare. E tutti lì a cercare il sesso, il contatto dei corpi, la nudità della pelle, il sudore di una passione. Sì. Sì. Tutto fantastico. Ma volete mettere la magia di un bacio? No? È perché avete dimenticato le prime limonate da adolescenti. Quando non sapevate bene da che parte cominciare, emozionati, dubbiosi, eppure convinti che sarebbe stata la cosa più bella del mondo. Quei baci che lasciavano storditi, la testa che girava, la vergogna di non sapere bene cosa dire, e poi non si diceva nulla infatti. Si ricominciava. Baci senza fine. E poi si tornava a casa, mano nella mano, un segreto bellissimo da scrivere sul diario. Baciare per baciare. Nulla più. Cui non seguivano vestiti sparsi sul pavimento e l’estasi dell’amore. Ma poi chissà perché ricordiamo quei primi momenti più di tante notti di sesso. Baciate chi amate. Con passione, tenerezza, impeto o leggerezza. Non fate mai mancare questo gesto. Non datelo per scontato. Abusate dei baci. Sì. Senza moderazione. Senza chiedere nulla in cambio. Per sentire il suo sapore. Per carpire le sue emozioni. Per toccare la sua anima. Per un bacio. Patrimonio dell’umanità ❤️

Acceleratore

Alba. Già in viaggio. Ai bordi della strada le mie risaie. In cielo un sole che discute con i nuvoloni neri a minacciare pioggia. Veloce. Mentre entro in autostrada e i pensieri si accavallano. Amo guidare, schiacciare il piede sull’acceleratore e vedere il paesaggio che scorre al mio fianco. Pensieri. Uno dopo l’altro, uno sull’altro, si susseguono, si intrecciano, senza soluzione di continuità. Guidare e volare via con la mente è una costante. E mi ritrovo a destinazione senza accorgermene. La musica di sottofondo, quanto basta per non sentirmi troppo sola. Ecco allora gli Stones, i Pink Floyd, i Cure, le note della mia gioventù e lo spartito di mille emozioni. In coda. In tangenziale. Perché nella vita siamo sempre in coda per qualche cosa. Per il nostro posto nel mondo, per un’occasione che non arriva, per il biglietto per un futuro migliore. Aspetto. Avanzo piano. Arriverò. Certo che arriverò. A destinazione. Ad afferrare i miei sogni. Da qualche parte. L’importante è non fermarsi mai. Tasto sul pedale e via.

Condivisione

Scrivere è un bisogno interiore. Una spinta necessaria a volte, incontrollabile. Ma è anche un mettersi a nudo. A disposizione degli altri. Un cercare di rendere sulla carta, anche quella virtuale, sentimenti, emozioni, paure, momento di vita che per loro stessa natura sfuggono alla razionalizzazione. Ecco, è un po’ una sfida. E io adoro le sfide. Scrivere è anche un modo per conoscere e conoscersi, attraverso il fantastico mondo delle lettere che formano parole che formano frasi che formano libri. E in un pomeriggio stanco come quello di oggi ricevere il dono di parole altrui. Sì. Immaginate per una come me, che vive di parole, cosa possa essere ricevere in dono parole. Scritte da altri. Ma donate a me. In un messaggio. Come se fossero in una bottiglia affidata alle onde. E che parole! Eccole. Perché doni così belli vanno condivisi. Perché anche voi possiate apprezzarle. Grazie a chi me le ha scritte e grazie a chi, ogni giorno, condivide con me frammenti della sua vita ❤️

“E’ possibile cancellare il passato? No, non si può. Lo si può nascondere. In questo modo rimarrà nascosto … fino a quando qualcuno lo scoprirà. Lo metterà sul mercato, lo venderà per pochi soldi di gloria, perchè alla fine, tanto vale. Ma nessuno lo comprerà. Nessuno lo vorrà. Lo scanseranno; falsi ipocriti magari ne avranno pietà, ma staranno molto attenti a non toccarlo”…..

Ti ho amato

Ti ho amato tanto. Troppo forse. Ti ho amato quando tutti dicevano che era una follia e che non avevamo nulla in comune. Ti ho amato per strada, seduti al tavolino di un bar, su di un treno, tra le vie di un vecchio borgo. Ti ho amato ogni mattina al risveglio, tu, il primo pensiero, mentre mi alzavo, vestivo, mangiavo, lavoravo, vivevo. Ti ho amato quando eri così lontano da invertire il giorno e la notte, e quando eri a un centimetro da me. Ti ho amato con ogni mia cellula, non risparmiando nulla del mio corpo. E ti ho amato con la mia mente, ogni pensiero era il tuo, senza sosta. Ti ho amato anche quando era chiaro che fosse tutto finito, ho amato l’idea di te, perché mi faceva sentire viva, necessaria, bella. Poi, un giorno, ho aperto gli occhi e ho capito che tutto finisce. Mi sono riappropriata del mio corpo, dei miei pensieri, dei miei giorni, delle mie notti, della mia vita. E inspiegabilmente mi sono sentita libera. Perché ti ho amato oltre ogni immaginazione e alla fine anche l’amore può diventare una prigione. Soprattutto se nella cella ti ritrovi da solo, perché l’oggetto di tanta passione ha chiuso il lucchetto e se ne è andato. Lontano. Ti ho amato. Ma adesso raccolgo i miei stracci e ricomincio a respirare. Nel cuore una cicatrice, sul volto un sorriso. Libera. Finalmente

Reset

Manca nel nostro corpo un tasto. Magari rotondo. Da mettere qui, sul collo, dietro la nuca. Reset. Sì un bottone da schiacciare per cancellare i ricordi. Se possibile in modo selettivo. Perché nulla fa più male del pensiero di un bellissimo momento del passato che ora non esiste più. Che ti coglie all’improvviso. O che, peggio, Facebook ti butta addosso mentre sbadigliando fai colazione e sei totalmente disarmato. I tuoi ricordi. Un mondo di emozioni, passioni, brividi, esperienze. In cui ci culliamo ogni tanto. E che pure portano con sè qualche cosa che è finito. Che magari fa ancora male. Che vorresti cancellare. Ma il tasto reset non c’è. Anzi più allontani i ricordi più loro tornano. E allora forse dovremmo imparare a trarre il succo di ogni cosa, ad accettare che tutto finisca, ma che lascia in noi una traccia di bello che ci rende migliori. I ricordi saranno così meno dolorosi. Forse.

Silenzio

Mattina lenta. Domenica. Prima di un lunedì che è ancora domenica. Il gusto della colazione con calma. Gli orologi che lavorano inutilmente a segnare ore che non hanno importanza oggi. Silenzio. Mancanza. Sì mancanza. Perché in una giornata così perfettamente oziosa manchi tu. E non è un dettaglio. Tu che mi avresti baciato sulla fronte appena sveglia. Tu che ti saresti accoccolato accanto a me che fin dall’alba leggevo un libro, l’ennesimo. Tu. Che mi hai insegnato il valore della lentezza. Delle piccole cose. Dei momenti pieni solo di parole, senza azioni, senza programmi, solo noi e le nostre anime. A me che sono sempre in movimento, che riempio il giorno fino alla saturazione, per non pensare, per non fermarmi, per non dubitare. Tu mi prendi e mi fai sedere. Parlare. Sfogare. Ridere. Sognare. Con calma. Navigare insieme dalla letteratura all’arte, passando per il programma di un nuovo viaggio e per l’ennesima sconfitta dell’Inter. Mancanza. Qui, seduta. Il piatto vuoto della mia colazione lenta. La tua voce lontana nel telefono. L’urgenza di riempire quel vuoto che con te è possibilità, senza di te è vuoto e basta. Oggi il silenzio rimbomba. E allora vada per i Rolling Stones, doccia, auto in moto e via a circondarsi di rumore. Domani sarà migliore. Domani, finalmente, ci sarai di nuovo tu ❤️

Stop

Smettetela di correre dietro alle cose. Al successo. Alla fama. Ai soldi. All’immagine da postare sui social. Fermatevi e riorganizzate le idee. Non sono gli oggetti che riempiono l’anima ma i sentimenti. Date spazio alle persone. Ascoltatele. Fatevi una passeggiata e trovate il tempo di guardare il mondo che cambia intorno. Le foglie verdi sugli alberi. Il glicine in fiore. I bambini che giocano al parco. I due ragazzi laggiù che sono meno stupidi di noi, perché si baciano e sono convinti che quella sia la cosa più importante al mondo. Lo è. Ma con il tempo lo dimentichiamo. C’è altro da fare. Sempre. C’è da correre. Ma dove vai se non hai il tempo di pensare? Di amare? Di sorridere? Di oziare? Recuperate la capacità di soffermarsi sulle cose piccole, come fa un bambino che segue con attenzione una colonna di formiche che si infilano in una fessura in cortile. Respirate ogni tanto. Davvero. Ritrovate il senso della lentezza. Esercitatevi a riservarvi ogni giorno dieci minuti per osservare il mondo. Lo troverete bello, ogni giorno di più. E allora sarete più ricchi, davvero.