Destino

Stai lì, attonita. La forchetta in mano con sopra qualche chicco di riso e nell’altra il telecomando con cui hai appena sintonizzato sul tg.

Deve esserci uno sbaglio. Non può essere il notiziario questo. Deve essere un film, uno di quelli con gli effetti speciali, elicotteri che cadono, auto che carambolano sulle strade, ponti che crollano, urla in sottofondo.

E invece no. È tutto vero.

E il pensiero corre veloce a quella stessa sensazione di incredulità che ti aveva colto nel 2001, l’11 settembre.

Non può essere vero, solo al cinema succede, e a volte neanche lí. Come può essere? Che mentre viaggi con la tua auto il ponte ti si sgretoli sotto? O che tu lo veda frantumarsi davanti a te mentre molli la macchina e corri indietro. Così come non pareva vero che aerei potessero schiantarsi contro grattacieli nel centro di una città.

Attentati, incuria, fatalità. Le cause verranno analizzate da chi deve farlo. Ma sempre più spesso la realtà supera la fiction, in tragedie che lasciano così, a bocca aperta. Che ci fanno arrabbiare, inorridire, riflettere, spaventare. Perché tutti noi potevamo essere su quelle auto, in quei grattacieli, in quelle strade. E questi dolori sono anche i nostri, ci devastano dentro, perché noi siamo solo stati più fortunati e le Moire sono sempre al lavoro, nel loro tessere i destini, incrociarli, reciderli al momento stabilito.

Attonita. La forchetta in mano.

Un pensiero.

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

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Sono solo una donna

Sono solo una donna.

Una di quelle che si innamora di una frase sussurrata nell’orecchio, di un messaggio inaspettato, di un bacio improvviso.

Una di quelle che piange sotto la doccia e se poi le chiedono perché ha gli occhi rossi, dà la colpa al sapone o alle lenti a contatto.

Una di quelle che prova delusioni enormi, ogni volta, anche se aveva passato ore a ripetersi di stare attenta, di non farsi coinvolgere troppo, di non fidarsi mai del tutto.

Una di quelle che ci mette il cuore, sempre e comunque. Altrimenti non ne vale la pena. In amore, nel lavoro, in amicizia, perfino in palestra.

Una di quelle che davanti allo specchio vede solo i difetti e impara a fatica ad accettarli. Che sogna di essere bella, bellissima, come le dive dei film, con quei vestiti splendidi, il trucco perfetto, i capelli di seta. Magari, in un’altra vita.

Una di quelle che le giornate durano venti ore e per sè riesce a ritagliarsi al massimo dieci minuti. Sempre di corsa, l’agenda troppo piena e la mente che non si ferma mai. Neppure nel sonno.

Una di quelle con la voglia di essere in qualche modo speciale, anche solo per una persona. Di lasciare una traccia del suo passaggio in questo mondo. Di riempire le giornate e i momenti di un senso profondo, quello che prova dentro, ma che spesso fatica ad uscire.

Una donna come tante. Un puntino piccolo in un universo immenso. Ma con un cuore grande, che batte di emozioni forti, che non si rassegna ai sentimenti pallidi ma vuole l’adrenalina dei brividi lungo la schiena.

Sono solo una donna. Sensibile, insicura, passionale, instancabile, coraggiosa. Orgogliosamente, una donna.

Genitori e figli

A metà strada. Genitore e figlio allo stesso tempo. Arriva quel momento in cui i figli non sono più solo dei bimbi da cambiare, nutrire, educare, ma adolescenti con cui relazionarti. Un momento in cui incredibilmente ti paiono chiare tutta una serie di dinamiche che hanno tormentato la tua vita di figlio.

Incomprensione, incomunicabilità, difficoltà di viaggiare allo stesso ritmo, ribellione, voglia di affermazione. Sì perché ora le vedi dall’altra parte, quella parte che ti sembrava così lontana e che ora è tua.

E nello stesso tempo guardi i tuoi genitori, che sono sempre gli stessi, ma ne scorgi ora aspetti nuovi. Scorgi le debolezze ma le capisci, valuti i limiti e li associ ai tuoi, conosci i pregi, che non sono atti più dovuti e scontati, ma virtù da rispettare.

Ti fermi in mezzo e li guardi. I tuoi figli. I tuoi genitori. Appartieni a entrambi. Sei entrambi.

E per quanto difficile e complesso sia essere un genitore, e anche un figlio, sei affascinata da questo gioco di generazioni. Speri di non fare gli stessi errori che forse hanno fatto i tuoi, ma sei sicura che ne farai altri. Come tutti. E pensi che sei diventata grande e discretamente equilibrata nonostante e grazie a quegli sbagli, per cui lo stesso faranno i tuoi figli.

O almeno ti auguri. Che di certo non c’è nulla tranne il passato. Il presente e il futuro ce li giochiamo ogni giorno, senza paura, senza remore.

Genitori e figli. Insieme. In questa avventura senza sconti che è la vita.

San Lorenzo

Desiderate forte stanotte. Sia che vediate le stelle, sia che facciate finta, come faccio io, che non ne becco mai una ma quando mi chiedono “hai visto quella là?” rispondo sempre “siiii! Bellissima”. E per non sbagliare esprimo tonnellate di desideri. L’ho sempre fatto. Poi non è che si siano avverati, ma volete mettere la magia di una serata in cui potete sognare alla grande? Per me già questo è un desiderio che si avvera. Stare lì, a naso all’insù, e scrutare la bellezza del cielo. Camminare tra le stelle. Unirle e creare nuove figure. Magia pura. Desiderate forte stasera. Osate. Puntate in alto. Perché i desideri sono il motore della nostra vita, quella forza interiore che ci spinge avanti, alla continua ricerca di qualche cosa. Anche se non si avverano. Anzi, forse proprio perché non si avverano…

L’uomo che ci piace

E’ inutile che vi affannate. L’uomo tosto, quello che vi tiene sulla corda, quello che vuole sempre dire la sua, quello che mmmm che nervi, ecco quello è quello che ci piace. Per cui facciamo follie e siamo pronte a ribaltare il mondo. Anche se non lo ammetteremo mai, ovvio.
Capita che ci imbattiamo nel tipo carino, dolce, tenero, remissivo, che ci dice sempre sì, che ci fa fare tutto quello che vogliamo, che diventa vegano se noi lo siamo, che comincia ad amare il mare che aveva odiato fino al giorno prima solo per compiacerci, che si mette a zerbino e ci fa sentire delle regine. Capita.
E i primi tempi, uau. Non ci sembra vero. Diventiamo pure più capricciose delle sorelle di Cenerentola e ci sentiamo sulla luna. Powerful women. E lui sempre più adorante.
Ma, dopo un po’, è quasi inevitabile che iniziamo ad annoiarci. Noi, intendo. Quelle fatte male come me. Tutto troppo facile, troppo scontato. E dopo che lo abbiamo girato e rigirato, ci siamo fatte coccolare in ogni modo, lavare la schiena, pettinare i capelli, portare le borse dello shopping tipo Pretty Woman, lo guardiamo e capiamo che era senso di potere e non amore.
Lui ovviamente ci resta malissimo e ci odierà per il resto della sua vita, rafforzando in sè il Teorema di Marco Ferradini. Noi ci sentiremo un po’ stronze ma libere, che prima di avere una compagnia così preferiamo un cane: fedele, affettuoso, al massimo della gioia se gli lanci una palla e lo porti a fare la pipì.
Ecco, capita, ma è una vana illusione.
A noi piace quello che ci fa penare, che ci tiene sulla corda. Con le palle insomma. Non certo violento, no, ovvio, quello è patologico. Ci piace quello che decide. Dalla cena alla vacanza. Con cui litigare perchè la decisione non ci aggrada, ma che decide, caspita. E di sti tempi uno che prende una posizione è una rarità. Non so voi, ma a me uno che mi dice “fai tu”, “come va a te a me va bene”, già mi sembra che mi prenda un po’ per i fondelli.
Insieme. Decidiamo insieme. Litighiamo insieme. Facciamo l’amore insieme. In quel gioco di equilibri in continua ridefinizione che rende una relazione viva e stimolante. Il resto, bè, tutto il resto, è noia.
equilibrio

Uomini e donne

Siediti lì che ti spiego un paio di cose.

Sì perchè non puoi continuare ad arrabbiarti perchè lui non ti capisce, non reagisce come vorresti, sembra avere la sensibilità di un pezzo di ferro.

Non è così.

Lascia che te lo dica.

Non è lui a sbagliare, no no. Sei tu. Sì, cara. Sei tu.

No adesso stai zitta e mi ascolti, in silenzio. So che sei donna, ma puoi provarci, ad ascoltare, in silenzio.

E’ colpa tua perchè pretendi che i suoi neuroni funzionino come quelli di una donna. Lo facciamo tutte. Ed è quanto di più sbagliato possa esistere nel rapporto tra sessi. Pretendiamo che loro siano complessi come noi, che si facciano mille domande, che capiscano quando noi ci comportiamo in una certa maniera solo per stimolare una loro reazione. Non è così.

Ti faccio un esempio.

Se lui ti chiede “Vado bene vestito così?”, vuole sapere se l’abbinamento che ha scelto ti piace, è figo, adatto alla serata. Punto. Se gli dici di sì è contento e si siede ad aspettare che tu finisca di prepararti; se gli dici di no, chiede perchè o al massimo se ne sbatte e sta comunque così perchè si piace. Fine.

Noi no.

Se chiediamo “Vado bene vestita così?”, lo facciamo avendo in mente già la risposta che lui deve darci. E che puntualmente è il contrario di quella che ci dà. E se anche, per caso, è la stessa, lo tormentiamo con mille dubbi ulteriori, arrivando spesso a ipotizzare che lui ci abbia dato quel consiglio perchè sa che noi volevamo sentire quello.

Niente di più sbagliato. In prima battuta lui ci dice la sua opinione. Poi, con il passare del tempo, visto che a noi non va mai bene la risposta, allora sì, tenta a indovinare.

Mi sono spiegata un pochino?

Loro sono più elementari, lineari, essenziali. Si fanno meno seghe mentali. Pensano una cosa per volta e la definiscono bene.

Per cui quando noi gli facciamo scenate perchè non hanno capito, perchè noi gli abbiamo detto di no ma volevamo dirgli di sì e loro avrebbero dovuto comprenderlo, perchè gli abbiamo detto di non farsi più vedere perchè li volevamo sotto casa, ecco, loro davvero restano a bocca aperta. E ahimè, spesso, scappano. E che due palle! Pensano.

E come dargli torto?

Così se loro dicono che non vogliono vederci, o che vogliono stare con noi, proviamo a crederci. Perchè spesso è così. Nudo e crudo.

Gli uomini, amica mia, vanno da A a B, senza troppi giri. Noi partiamo da A per andare a B, ma giriamo prima da C, poi però ci accorgiamo che forse D era meglio e poi torniamo ad A e pretendiamo che lui capisca che non volevano neanche partire.

Hai capito perchè soffriamo per nulla?

Sii chiara con lui. Sempre. Digli cosa vuoi, scandisci le parole, sii sicura che abbia capito.

Non metterlo sempre in dubbio, solo perchè sei tu ad avere dubbi su te stessa. Rischi di perderlo, e questo potrebbe non essere piacevole.

Sii senza pietà se capisci che fa il furbo e ti prende in giro. Comprendere il loro modo di essere non vuol dire farsi prendere per i fondelli. Mai.

Non parlare sempre tu. Ascoltalo. Magari ha voglia di parlare e, altrimenti, ricorda che a volte il silenzio ascoltato in due ha una splendida voce.

Siamo diversi. Ricordalo. E questo è il bello…..

I 15 mantra della Colli

– Non importa quante volte cadi. Rialzati, sempre. Più forte, più tosto, più sicuro di te stesso.

– Le cose facili non esistono. Tutto però si può ottenere con lavoro, dedizione, costanza. E anche con un po’ di fortuna. Credici e lotta per ciò che vuoi.

– Guardati allo specchio e non dirti bugie. Mai. La persona riflessa è il tuo miglior alleato. Sii sincero con lei.

– Le grandi imprese cominciano dai piccoli gesti. Inizia. E non fermarti mai.

– Vuoi cambiare? Fallo, ora. Non aspettare. Il cambiamento è il motore del mondo. Ricordalo.

– Non dimenticare mai da dove vieni ma punta dritto a dove vuoi arrivare, senza voltarti mai

– Non si dice “non ce la faccio”. Mai. Si dice “ci provo”. Sempre.

– Ogni giorno nasconde un motivo per essere felici. Trova il tuo. Afferralo. E sorridi.

– La felicità è nelle piccole cose quotidiane, un bacio, un caffè, un cielo sereno. Impara ad apprezzarle. Falle tue. Sii consapevole dell’immensa bellezza che ci circonda.

– Volersi bene non è una scelta, è un dovere. Amati e non permettere a nessuno di mettere in dubbio ciò che sei. E sarai invincibile.

– Sii libero. Di mente, di cuore, di spirito. La tua libertà interiore è ciò che ti farà abbattere tutte le barriere.

– Il dolore rende più forti, a patto di superarlo. Non permettergli di limitare la tua voglia di vivere, sognare, sorridere. Attraversalo e poi corri veloce verso i tuoi obiettivi.

– La vita è come una palestra. Ci sono pesi da alzare, ostacoli da superare, traguardi da raggiungere e superare. Stringi i denti, nella vita come nello sport. Non mollare. Punta sempre più in alto.

– Abbi il coraggio di portare avanti le tue idee. Non farti frenare dai dubbi altrui. Sii convinto di ciò che pensi e abbatti i muri che si alzano davanti a te. E avrai successo.

– Trova la motivazione dentro di te. Ognuno ha la propria frase, a cui aggrapparsi quando manca un po’ di coraggio. Cercala. Scrivila. Mettila in pratica. Poi regalala agli altri. La condivisione fortifica, sempre.

Delusa

La delusione è una sensazione subdola e sottile. Penetra nell’animo e se ne sta lì per un po’. Non compie gesti eclatanti. Non è rabbia, che puoi sfogare urlando, non è dolore, che esce con le lacrime, non è gioia, che riempie il volto di sorriso. La delusione rende abulici, pensierosi, attapirati. Ecco sì, attapirati. Perché ci chiediamo come abbiamo potuto illuderci che le cose andassero diversamente, come abbiamo potuto fidarci di lui, perdere tempo, ore, giorni, in un’impresa che aveva di per sè tutti i caratteri del fallimento. La delusione arriva dopo ed è la fiera dei se, ma, se avessi saputo. La delusione è senza soluzione e solo il tempo la rende meno cocente, più sopportabile. Difficilmente scompare. Come un tatuaggio, resta lì. A ricordo di questo malessere sottile di cui ci sentiamo gli unici responsabili. Andare avanti, unica soluzione. Cercare di calpestare le ceneri di ciò che ci ha deluso senza scordare gli errori commessi e ripartire. Mettere in un angolo la nausea che ci assale a tratti quando un particolare ci ricorda ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Ingranare la marcia e non fermarsi. Mai. La delusione in fondo è il risultato di un’azione, di un pensiero, di un progetto. È il segno che siamo vivi e che ci siamo impegnati per qualche cosa. Anche se poi tutto è crollato e ci ritroviamo con in mano solo i nostri pensieri. Copriamo il ricordo del passato con la voglia di vivere il presente e di progettare il futuro. Chiudiamo il tapiro nell’armadio e indossiamo il sorriso più bello. Deluse sì, rassegnate mai.

Uomini

Gli uomini. Cosa faremmo noi senza gli uomini? Sì perché sull’onda delle lotte femministe tendiamo a rivendicare la nostra (effettiva) superiorità, a dire che ce la caviamo benissimo da sole, ad elencare tutta una serie di pregi di cui loro sarebbero privi. Tutto vero, ok. Ma senza i maschi sarebbe una noia mortale. Immaginate un mondo popolato da donne mestruate o in menopausa, ergo incazzate almeno una settimana al mese. Un mondo di virago che si guardano nel culo le une con le altre, competitive al massimo, perfezioniste, pettegole, casiniste. Sì perché noi donne siamo così. Anche quelle che dicono di no. Questione di natura. Gli uomini hanno una leggerezza che noi non possediamo. Più attenti alle cose fondamentali, meno interessati agli orpelli, focalizzati su quei due o tre temi che possono coinvolgerli in conversazioni per ore. Calcio, donne, politica. Semplici. Lineari. Il cervello delle donne è un labirinto con mille opzioni, quello degli uomini è un’autostrada dritta con delle uscite ben segnalate. E non sto dicendo che siamo stupidi, tutt’altro. Spesso invidio la loro capacità a fare gruppo, il loro cameratismo, la linearità del loro pensiero. Cosa faremmo senza gli uomini? Quegli uomini che da secoli cercano di capirci ma non ci riusciranno mai? Quegli uomini che ci sorprendono con la loro dolcezza e i loro abbracci? Quegli uomini che sanno spegnere il cervello quando gli rompiamo le scatole senza fine (e noi donne sappiamo essere delle spaccaballe di livello mondiale)? Ecco io un mondo senza di loro non lo so immaginare. Mi mancherebbero troppo. Sono una di quelle che non ama serate frequenti con le amiche, tra sole donne, perché trovo il confronto tra sessi molto più stimolante. Quindi viva gli uomini. Oggi che leggo essere la loro festa, ma anche tutti gli altri giorni dell’anno. Non cambiate mai, perché ci arrabbiamo ma siete adorabili così come siete ❤️