Amore in circolo

L’amore che inonda il cuore, che scorre negli arti e che ti piega le labbra in un sorriso senza fine. Anche se stai guidando da sola in auto in una giornata grigia, uggiosa e latrice di pessime notizie. Non vi è mai capitato? A me succede, ogni tanto, forse meno spesso di quanto dovrebbe ed è una sensazione unica. Succede quando improvvisamente mi rendo conto delle belle persone che ho intorno, che ogni giorno con me costruiscono i frammenti di questa vita imprevedibile. Ma anche quando mi rendo conto di come le mie azioni possano far sorridere gli altri. Sapete quando semplicemente aiutate una persona alla cassa del supermercato, o regalate qualcosa di vostro a chi ne ha bisogno, offrite un caffè, telefonate a un’amica in difficoltà? Ecco, questo é amore. Amore che circola nell’aria. Amore che colora i muri. Amore che sopravvive ad ogni virus e che va oltre le polemiche, le invidie, le paure. Fate del bene, piccoli gesti, ma fateli. Far del bene fa bene. E noi abbiamo un terribile bisogno di cose belle, di sentimenti positivi, di sentirci vicini anche se non ci possiamo abbracciare, di amore insomma. Fatelo. E anche voi vi sentirete ad un tratto esplodere dentro, di gioia, passione, serenità. Durerà poco perché la realtà è troppo pesante per sorridere, ma sarà un booster che ci aiuta ad andare avanti e che ci ricorda che siamo uomini e donne e non solo numeri di statistiche. ❤️

Dida

“Ma io voglio vedere i miei compagni!”
Questa é stata l’esclamazione dei miei figli ieri sera, alla notizia della didattica a distanza per le superiori. E poi silenzio. Tristezza. Rabbia. E via di chat con i compagni che da lunedì in poi vedranno solo attraverso uno schermo. Ne abbiamo parlato, a lungo, ieri sera. Tra un “forse meglio così, almeno non contagiamo la nonna” e un “ma fino a quando?”, alla rassegnazione finale che è così e punto. Perché capiscono motivazioni e necessità, ma accettare è dura, oggi più che nello scorso febbraio. E io sono triste forse più di loro. Perché l’adolescenza è l’età dei baci, abbracci, feste, compagnie, socialità. Che non vanno d’accordo con il virus, lo so. Ma sono una mamma. E vedere che i miei figli perdono aspetti fondamentali della loro crescita mi mette tristezza. Passerà il virus, ma questi mesi per loro non torneranno più. Sedici anni li hai una volta sola e non ci sono storie. Ma loro sono forti, mi dico, e troveranno un modo per superare tutto questo. Io posso solo sorridergli e stringerli forte, non fargli percepire timore e irritazione, insegnargli la resilienza. Anche se mi girano. Si, io, resilientemente incazzata….

Sopravvivenza

Focalizzatevi su tutto ciò che potete fare in pandemia, invece di continuare a lamentarvi per ciò che non si può o potrà fare. È un sistema di autodifesa, che non risolve il contagio, nè sistema i nostri conti correnti. Per quello ci vogliono medici, economisti, specialisti insomma e, visto che molti di noi non lo sono, lasciamo perdere le teorie complottiste e le polemiche social. Se non vi sta bene ciò che decide chi ci governa, fate la rivoluzione, ma non a parole, scendendo in piazza. Altrimenti continuerete a farvi solo del male e a non risolvere nulla. Per ciò che mi riguarda, visto che nulla posso per cambiare la situazione, cerco un modo per tenere il mio cortisolo basso, le mie endorfine stabili, le mie difese attive. Mangio bene, mi nuovo e cerco di essere propositiva. Non è facile, ci vuole impegno, ma funziona. Alcune regole.
Limitate la consultazione delle notizie a una volta al giorno. Non ascoltate otto tg e dieci radio giornali, evitate i post di polemica Covid. Siate informati ma non ossessionati dal virus.
Visto che non possiamo viaggiare, leggete. La lettura porta lontano pur restando sul divano. Comprate libri e regalatene, sono un tesoro immenso.
Curate la vostra alimentazione e non riempite la dispensa di farina e lieviti. Il sovrappeso abbassa le difese immunitarie e noi dobbiamo invece essere forti. Cogliete l’occasione per sperimentare nuove ricette, informatevi sui valori nutrizionali, coccolatevi con il cibo e anche il buon vino (da acquistare prima delle 18….)
Muovetevi. Come ci sarà permesso. Ma non fermatevi. State all’aria aperta, ammirate la natura, prendete il sole (quando c’é!)
Sognate a occhi aperti ma godete delle piccole cose quotidiane. Siate grati di ogni giorno in salute e fate di tutto per pre devi cura di voi e dei vostri cari.
Amate. Tanto. Fate che chi vi sta intorno percepisca il vostro ottimismo. Contagiateli con il sorriso, vi ringrazieranno.
Scrivete lettere invece che messaggi. Nulla è più emozionante di una busta arrivata all’improvviso.
Vivete amici miei. Vivete. Ora come mai godete l’attimo, senza smettere di pensare a un futuro migliore. Perché ci sarà. Ve lo garantisco ❤️

Pianzoline

Quando ero una bambina, andavo all’oratorio a Casa Madre, dalle pianzoline. Per chi non fosse della zona, le Suore Pianzoline (il cui vero nome è Suore missionarie dell’Immacolata Regina Pacis) sono una congregazione fondata nel 1919 a Mortara da un sacerdote, il beato padre Francesco Pianzola, per l’assistenza delle lavoratrici, in particolare delle mondine, che allora abbondavano qui in Lomellina e che vivevano situazioni sociali spesso difficili. Un’attività fondamentale, che in un secolo ha reso le nostre suorine una parte viva e presente nella nostra città. Le nostre suorine, sì. Che detto così sembrano piccole donne indifese e invece sono missionarie dalla volontà di ferro, sempre attive, sempre sorridenti. Mi hanno insegnato il punto croce da bambina, in quell’oratorio dove mangiavo le caramelle gommose e che nei miei ricordi ha per questo il sapore di zucchero. Dolce dolce. Ora il Covid é entrato nella casa di riposo delle nostre suorine, anziane, fragili, indifese, ora sì. Tutte contagiate. Alcune sono già volate in cielo. Altre sono in ospedale, un’infermiera mi ha detto che sono nei letti con in mano il rosario, che continuano a pregare, per noi, per loro, per questo mondo malato. Vorrei essere lì, stringere loro la mano, come loro hanno fatto con tante donne, prostitute, immigrate, madri sole. Non si può. Proviamoci con il pensiero. Abbracciamole tutte le nostre suorine e non perdiamo la speranza di un mondo più sereno. Loro non l’hanno mai persa ❤️

Sognare

Continuate a sognare. Fatelo con impegno, senza stancarvi, senza farvi influenzare dal clima pesante di questo periodo. Sedetevi, prendete un foglio e scrivete i vostri progetti, anche quelli più difficili da portare a termine. Fate l’elenco di tutto ciò che di bello avete oggi nella vostra vita, un bacio, una tisana calda, un bel film sul divano sotto la vostra coperta preferita, e ricordatevene ogni volta che vi sembra di andare a fondo. Adesso più che mai dobbiamo credere nel domani, guardare avanti, oltre il presente e sentirci vivi. Assaporate ogni istante e godete della bellezza del creato. Aiutate gli altri, perché il donare è una fonte inesauribile di benessere. Sognate amici miei. Non lasciatevi imbruttire dalla cattiveria e invidia altrui, siate impermeabili alle malelingue e, se piove, sfoggiate l’ombrello più colorato. Non mollate mai!
Vivere è un verbo attivo, non passivo, ricordatelo sempre ❤️
Buon week end

Google

Google ieri ha compiuto 22 anni. É nato il 27 settembre 1998, esattamente il giorno prima della mia laurea. La coincidenza mi ha fatto riflettere. Ho scritto tutta la mia tesi, una tesi di ricerca, usando solo libri, manoscritti, fotocopie. Niente pc, se non per scriverla e stamparla, niente internet. Bè, oggi forse non ne sarei più capace, perché Google ha cambiato la nostra esistenza e ci ha dato accesso a un sapere infinito in un clic. Siamo davvero fortunati, aldilà dei commenti nostalgico sulle ore passate in biblioteca a sfogliare volumi. Siamo fortunati sí. Ma questo patrimonio dobbiamo saperlo usare in modo critico, perché, a differenza dei libri, spesso non é attendibile. Rifletteteci ogni volta che fate copia incolla, che fate vostra una citazione, che usate informazioni per le vostre ricerche. Rifletteteci. Che Google è un aiuto, ma senza il cervello umano serve davvero a poco 😉

Grandi

Li guardo e penso che ormai sono grandi.
Eppure mi giro, e li vedo ancora lí, uno con i suoi inseparabili libricini, l’altro con i cubetti del lego e qualche esperimento nel cassetto. Sempre curiosi, mai fermi, spesso estenuanti. Eppure essere la loro mamma ha dato un senso alla mia vita. Lo dà ogni giorno. Si, ok, c’è il lavoro, le soddisfazioni personali, ma nulla è come guardarli e pensare “li ho creati io, sono usciti da me…ma come è possibile?” E non posso mica dirglielo, che sono due ragazzi ormai, su da doss mamma, dai.
Li guardo e penso che tante scelte difficili sono valse la pena. Che il tempo che ho trascorso con loro non potrebbe mai essere ricompensato da titoli o traguardi. So bene che, ancora pochi anni, e mi troverò a girare per casa da sola, che io e il loro papà ci ritroveremo ad avere tutto quel tempo per noi, che tanto ci è mancato quando erano piccoli, e non sapremo cosa farcene.
Eppure. Eppure mi guardo indietro e io, io che non sono mai contenta di me, io che sono la signora del “se avessi fatto…”, io non ho rimpianti nè rimorsi. Ce l’ho messa tutta ad essere la mamma giusta per loro, e quando ho sbagliato, quando sbaglierò, bé non avrò nulla di cui rimproverarmi.
Li guardo e sorrido. Sono una mamma. Basta questo ❤️

Giorni così

Ci sono giorni in cui nulla gira come dovrebbe. Sono quelli in cui senti addosso il peso degli anni, delle scelte sbagliate, delle parole stonate dette da un’amica anni fa. Quelli in cui i capelli fanno schifo, hai le rughe, ogni abito veste male e non sopporti nulla di te. Ok, questo accade anche nei giorni sì, ma nei giorni sì te ne fai una ragione e ci ridi sopra, nei giorni no eviti gli specchi, i contatti umani, le rotture di palle, che pure fanno a gara per inseguirti. Poi accendi la tv, e lasciamo stare, che tra covid, disastri ambientali, uxoricidi e disgrazie varie ti chiedi che cosa hai da ridere in tutte le foto che posti sui social. Sì, che cazzo ridi, che qui c’è da piangere, in sto mondo malato, e non solo di coronavirus. In questi giorni di merda, e scusate il termine, ma qui non si tratta di turpiloquio, bensì di precisione linguistica, che giorni così non li puoi definire diversamente, in questi giorni, dicevo, l’unica soluzione è spegnere tutto. Sedersi in un angolo. Leggere un libro. Guardare un filmone d’amore che hai già visto dieci volte. Spegnere il cervello. Se possibile, sfanculare un po’. Che ne so, con il governo, con i razzisti, con chi inquina l’ambiente. Con entità lontane, insomma. Perchè oggi non devi incontrare nessuno, perchè riusciresti a far perdere la pazienza anche a un monaco buddista e a litigare con il più paziente degli amici. Questi giorni vanno lasciati scivolare via, nella speranza che nessuno cerchi di pacificarvi con il mondo, perchè sono i famosi giorni “su da doss”. Domani andrà meglio. Domani sarai ancora pronta ai selfie con il sorriso. Che si sa, dopo la tempesta, brilla l’arcobaleno.

Liceo

Ma quanto mi piaceva andare al liceo?!?
Sí, ok, ero una secchiona. Ma una secchiona per passione. Mi è sempre piaciuto studiare e ho adorato quella scuola. Sono stati anni difficili ma indimenticabili. E mi emoziono ogni volta che salgo lo scalone d’ingresso per andare a parlare coi prof, ora che i miei figli frequentano la stessa scuola. Non per mia volontà, ma per loro scelta. Perché non imporrei mai scelte scolastiche, così come nessuno le ha imposte a me. E ringrazio i miei genitori, perché essere stata libera di studiare ciò che amavo é stato il primo passo verso la mia libertà di donna. Ho faticato per la raggiungere traguardi, ma le difficoltà facevano parte di ciò che avevo voluto io, e questo mi ha molto responsabilizzato. Lasciate liberi i vostri figli. Indirizzateli ma non imponete il vostro volere. Siate fermi nelle regole (anche quelle anti covid 😉 ) ma non siate ciechi di fronte ai loro desideri.