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Abbastanza

Rilanciare, sempre. Se dovessi ripensare a questi 50 anni credo che il verbo più corretto sarebbe questo. Ogni traguardo raggiunto non è mai stato un punto di arrivo, ma uno di partenza. E non per mia volontà. Fin da piccola, mi sono sempre dovuta confrontare con il “non è abbastanza”, mai chiaramente espresso ma sempre velato dietro a sproni a fare ancora meglio. Una faticaccia. Che pian piano diventa abitudine. A cercare la perfezione, che però è inarrivabile. Un loop che ha forgiato in me quella odiosa tendenza alla prima della classe, per cui gli sbagli sono sempre stati più pesanti del dovuto. Con l’età ho imparato ad accettarli ma non a superarli. Gli sbagli sono le carte che rilanciano la sfida, che mi dicono che devo lavorare di più perché no, non sono abbastanza brava, abbastanza capace, abbastanza attenta agli altri, abbastanza insomma. Vi giuro che è stato estenuante. E che non me lo sono cercato. Ogni tanto mi viene voglia di mandare tutto all’aria che tanto, se in mezzo secolo nulla è cambiato, non cambierà mai. Poi non sono capace. E vado avanti. Abbastanza imperfetta, abbastanza bella, abbastanza brava, abbastanza. Perché quel più che buono che prendevo alle medie non riesce mai a diventare ottimo come ci si aspettava da me. E questo si è abbastanza triste. Oggi, nel giorno delle donne, ho capito che sarà sempre così. Abbastanza.

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Sci, la mia beauty farm

Si riparte dall’Alto Adige dopo una settimana sugli sci. Intensa, divertente, rigenerante. Come sempre. Lo sci è la mia spa, la mia beauty farm, ii mio elisir. Ogni anno rientro a casa con le pile ricaricate, nonostante i 300 km di piste nelle gambe. È la magia della montagna, che ti porta lassù, più vicino al cielo, che libera la mente, che riempie il cuore. È la magia dello sport, che, allenando il fisico, potenzia la mente e prepara alle sfide di ogni giorno. È la mia regola dello star bene, semplice eppure così trascurata: amore, sport, natura, buon cibo. E tutto il resto può attenere ❤️

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Misurando

Una volta andavi a farti una passeggiata e non ti preoccupavi minimamente di quanti passi stessi facendo. Oggi una app ti dice se hai camminato a sufficienza, calorie consumate, gradini, ecc…una volta trascorrevi una giornata sugli sci e l’unica cosa che contavi alla sera erano i muscoli dolenti. Ora una app ti dice quanti km hai percorso, gli impianti presi, il dislivello, ecc…una volta stavi ore davanti al pc e al massimo tua madre ti urlava che la cena era pronta e tu neanche ti eri accorta di aver trascorso intere giornate senza muovere il sedere dalla sedia. Oggi se non ti alzo ogni tot l’orologio vibra e ti ordina di farlo. Se non lo fai, vibra di nuovo. E via così.
Misuriamo tutto, performiamo tutto, controlliamo tutto.
Ma perché poi? Ci serve davvero?
Io credo di no.
Credo che sia un’altra schiavitù di questo mondo che vuole ridurci a numeri e statistiche, e che guarda sempre meno all’ essenziale.
Personalmente provo sempre più fastidio verso tutta questa tecnologia: da brava boomer ne sono stata affascinata, ma ora, che palle!
Cosa ne pensate?

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Tv

I miei figli non guardano la televisione. Se escludiamo il tg, a cui li ho abituati fin da piccoli e che, soprattutto uno dei due, seguono sempre, per il resto la tv potrebbe anche non esserci in casa. Basterebbe uno schermo collegato al Wi-Fi per Netflix, Prime, YouTube. Per il resto non vedono programmi tv o altro che venga trasmesso sul piccolo schermo. Ci pensavo poco fa. Mio marito ed io, sul divano, a guardare la tv. Loro due davanti a pc o cellulare connessi a un mondo del tutto diverso dal nostro. In vent’anni è cambiato il mondo. Anche questo vuol dire invecchiare…

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Tempo perso

Ma quanto tempo ci rubano i social? Quanti minuti, ore passiamo scrollando notizie inutili e foto ritoccate? Internet ha velocizzato tutto ma nello stesso tempo la rete fagocita tempo. Sta a noi tenere a bada tutto questo o perderemo solo ore dietro al nulla. Adesso state perdendo tempo leggendo questo post, per esempio. Perché trattasi di riflessione banale e un po’ incazzata di chi vive una sorta di rifiuto del social, dopo che ne ha abusato per anni. Comunque voi pensateci. Fateci caso. State attenti. Perdete tempo anche quando guardate il cellulare mentre camminate, viaggiate, state sul divano. Molto di ciò che fate in rete è inutile. Totalmente.

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Reagire

Come state? Cioè davvero, come vi sentite a livello emotivo? La sensazione è che ci sia tanta insoddisfazione e fastidio. Per la crisi. La guerra. Le difficoltà di ogni giorno. Ma cosa facciamo per cambiare marcia? Perché non si può vivere sempre così scontenti. Fa male alla salute. Crea stress. Infiamma le cellule. E nulla è peggio per il corpo che uno stato di costante infiammazione. Reagire è fondamentale, trovare soluzioni, allargare quel sorriso sulle labbra e andare avanti. Difficilissimo certo. Ma io vi vedo stanchi e spenti, rassegnati. Ecco rassegnati. Che è l’atteggiamento peggiore perché porta alla passiva accettazione. E quindi come state? Volete andare avanti così?

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Contromano

Contromano. Ennesimo ciclista contromano. Tra bici e monopattini non ce n’è uno che vada nel senso giusto. Anziani, giovani, Italiani, stranieri. Se c’è una cosa che li accomuna è di fregarsene del codice della strada. Non conto più le volte che ho frenato al pelo in centro. E ti guardano pure, “Vai piano” aggiungono. Spesso sono pure al telefono. Tutto al contrario. Come questo mondo.

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